Giardino

Il pitosforo: arbusto sempreverde

pitosforo - pianta pitosforo

Il pitosforo, anche detto pittosporo è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Pittosporaceae e originario di Africa, Asia e Australia.

Comprende circa 200 specie, con caratteristiche diverse, ma in Italia le più diffuse sono il pittosporum tobira, originario dell’Asia, e il pittosporum tenuifolium, originario della Nuova Zelanda.

Si presenta con un fitto fogliame che può venire facilmente modellato con la potatura. Per questo viene molto utilizzata per creare siepi da giardino. Vivendo bene anche in vaso, è ottimo come divisorio per terrazzi o spazi aperti.

Le specie più diffuse e il pitosforo variegato

La varietà più diffusa, il pittosporum tobira ha foglie coriacee verde scuro attraversate da una venatura più chiara. In primavera produce dei piccoli fiorellini bianchi e carnosi, riuniti in piccole pannocchie. Questi fiori emanano un gradevolissimo profumo, simile a quello dei fiori d’arancio.

Invece la varietà pittosporum tenuifolium ha rami sottili e scuri con foglie delicate e pendule. I suoi fiori sono porpora e il loro odore somiglia di più a quello della vaniglia.

C’è anche il pittosporum heterophyllus, che fiorisce in primavera con profumatissimi fiorellini gialli chiari.
Per creare un effetto scenografico migliore sono state selezionate varietà nane come il pittosporum tobira nanum o con fogliame di colori particolari e vengono spesso accostati pitosfori di diverse specie per creare gradevoli variazioni di colore, ottenendo un pitosforo variegato.

Dopo la fioritura il pitosforo produce dei frutti di colore verde, con all’interno dei semi di un rosso acceso in una polpa gelatinosa.
Da questa particolarità deriva il nome pittosporum, che in greco vuol dire seme resinoso.

Coltivazione del pitosforo

La migliore messa a dimora per il tuo pitosforo

Il pitosforo è considerato uno delle migliori piante fiorite perché sopporta bene periodi di siccità, si adatta a tutti i terreni e tollera anche l’aria salmastra delle nostre coste.

È infatti un arbusto rustico, che, posizionato in giardino, non necessita di alcuna protezione.
Scegliamole perciò una bella posizione soleggiata e calda.

Tuttavia, se vivi in luoghi con inverni rigidi, collocala al riparo dai venti invernali, magari accostata a un muro esposto a sud, per ricevere il calore immagazzinato dai mattoni.
È una pianta che può essere sistemata benissimo anche in vaso.

Quale terreno scegliere e quando innaffiare il tuo pitosforo

Anche se il pitosforo non è esigente in materia di terreno, ricordati che sopporta meglio la siccità che i terreni umidi. Preferisci un terreno ricco e soprattutto ben drenato, senza ristagni idrici.

Abbiamo detto che Il pitosforo non soffre il terreno secco.Tuttavia per mantenere la pianta sana e la vegetazione folta, annaffiala regolarmente durante il periodo di fioritura e in estate. Durante gli altri mesi cresce anche solo sfruttando l’acqua fornita dalle piogge.

Necessitano invece di qualche annaffiatura in più le piante da poco a dimora e quelle in vaso.
A fine inverno arricchisci il terreno intorno ai tuoi arbusti con del concime granulare.
Cambia anche ogni 2-3 anni il terreno dei vasi con del buon terriccio universale.

Quando potare il tuo pitosforo

Per mantenere la tua pianta di pitosforo sana e rigogliosa bisogna potarla spesso.

  • Vanno usate forbici affilate e pulite.
  • I tagli devono essere netti, per evitare sfilacciature.
  • La potatura va effettuata dopo la fioritura, quando la pianta si trova nel suo risveglio vegetativo e creerà più facilmente nuovi germogli. Nello specifico si deve fare una “cimatura”, cioè tagliare la parte terminale del fogliame per aumentare la massa nella parte bassa e fare assumere al pitosforo la classica forma sferica o geometrica.
  • Se invece hai bisogno di un opera di mantenimento o ringiovanimento puoi intervenire anche in inverno, eliminando i rami morti o malati e dando una forma più armonica.

Il pitosforo in vaso ha invece una crescita più lenta ed è raro che necessiti di questa operazione.

Principali malattie del pitosforo

Il pitosforo è una pianta molto resistente, ma può essere attaccata da alcuni parassiti.
Vediamo insieme quali sono, come si manifesta la malattia e quali sono le cure specifiche.

  • La più probabile è la cocciniglia, che può attaccare la pianta in primavera, ricoprendo le foglie di macchie scure e rilasciando una sostanza appiccicosa. Per combatterle può essere utile spruzzare un prodotto anticoccidico. Ma va bene anche lavare le foglie malate con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcol.
  • Nel caso in cui l’oziorrinco ha mangiato i bordi delle foglie del pitosforo, devi trattare la tua pianta con un prodotto adatto, che puoi trovare in tutti i vivai o negozi di giardinaggio.
  • Gli afidi, invece, succhiano la linfa da fiori e foglie, lasciandole vischiose. Puoi curare il pitosforo con olio minerale arricchito di insetticida.
  • Più raro, ma anche più difficile da individuare è l’attacco del ragnetto rosso. La malattia si manifesta con l’ingiallimento delle foglie che con il tempo si accartocciano e cadono. Puoi capire che sei in presenza di questo fastidioso acaro se noti delle piccole ragnatele nella parte inferiore della foglia. Allora aumenta le nebulizzazioni alle foglie, perché questo parassita prolifera in mancanza di umidità. Se il caso è grave procurati un insetticida specifico.

Ultima attenzione da prestare al pitosforo sono le gelate tardive, che ne potrebbero provocare anche la morte.
Inoltre, per quanto resistente alla siccità, l’eccessiva mancanza d’acqua non aiuta la tua pianta a crescere rigogliosa e lucente. Se vedi che le foglie appassiscono e scuriscono vuol dire che il tuo pitosforo ti sta chiedendo più acqua.