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L’asparago, le sue proprietà e la coltivazione

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L’asparago è un ortaggio dalle innumerevoli proprietà benefiche e aiuta il nostro organismo a proteggersi dalle malattie e a vivere in salute.

L’asparago era conosciuto e consumato già dagli antichi Egizi e Romani. Questi ultimi lo apprezzavano così tanto da scriverne trattati sulla coltivazione e da predisporre navi da carico apposite, per non farli mancare mai sulla tavola degli imperatori.

A partire dal XV secolo, l’asparago si è diffuso in tutta Europa e poi, attraverso i coloni, anche in America e oggi è coltivato e utilizzato in tutto il mondo occidentale.

Il nome scientifico dell’asparago è Asparagus Officinalis e appartiene alla famiglia delle Liliaceae, la stessa dell’aglio e della cipolla. Il suo nome deriva dal greco “aspharagos”, a sua volta derivato dal persiano “asparag”, che vuol dire germoglio.
Con il termine asparago si intende sia l’ortaggio commestibile, sia la pianta stessa che lo produce.

La pianta d’asparago è formata da rizomi sotterranei che crescono come un reticolo.
In primavera questi producono giovani getti, detti turioni, che, sono commestibili se raccolti ancora teneri, altrimenti assumono una consistenza lignea e possono raggiungere una lunghezza da 1 a 2 metri. Diversamente da altri ortaggi, dove i germogli più teneri sono quelli piccoli e fini, nell’asparago, sono gli steli più grossi a risultare più teneri, perché hanno una maggiore polpa rispetto alla buccia.

L’asparago è una specie dioica e presenta, perciò, sia fiori maschili che femminili su piante diverse.
I frutti sono piccole bacche di colore rosso, verde o nero a seconda della specie, che contengono piccoli semi neri.

Asparago: proprietà

L’asparago ha numerose proprietà, perché contiene moltissimi nutrienti e proteine, che lo rendono un alimento utilissimo per la cura della nostra salute e la protezione del nostro organismo.

Per questo il suo consumo è indicato in molte diete, a partire da quello ipocaloriche, grazie al suo ridotto apporto di zuccheri e carboidrati.

È, invece sconsigliato a chi soffre di infiammazioni renali o delle vie urinarie.
Più nello specifico l’asparago è povero di grassi e privo di colesterolo, ma è ricco di

  • acqua,
  • vitamine A e C e specialmente quelle del gruppo B,
  • sali minerali come il fosforo, il calcio, il manganese e, soprattutto, il potassio,
  • notevoli quantità di acido folico,
  • fibre,
  • aminoacidi, come asparagina e rutina.

Grazie a questi importanti componenti l’asparago ha proprietà

  • diuretiche ed è molto utile per combattere la ritenzione idrica,
  • antiossidanti, grazie al gutatione, una sostanza capace di liberarsi di sostanze dannose e contrastare la crescita dei radicali liberi,
  • depurative e coadiuvanti contro i disturbi di stipsi, perché favorisce la digestione e facilita il regolare transito intestinale,
  • cardiocircolatorie, in virtù dell’elevata contenuto di potassio, un sale minerale prezioso per la regolazione della pressione sanguigna e per il funzionamento dei muscoli, compreso il cuore,
  • antinfiammatorie e viene considerato alla stregua di un vero e proprio antinfiammatorio naturale,
  • prevenzione del diabete di tipo 2, perché i suoi principi attivi favoriscono la produzione di insulina e diminuiscono i livelli di glucosio nel sangue,
  • infine, l’acido folico e la vitamina B12 aiutano il cervello a restare sveglio e aiutano a prevenire i disturbi legati alla sfera cognitiva che arrivano con l’avanzare dell’età.

Asparago selvatico

Bisogna differenziare tra l’asparago coltivato, quello che si trova comunemente in commercio, e l’asparago selvatico.
Anche se appartiene alla stessa famiglia, l’asparago selvatico (Asparagus acutifolius), conosciuto anche come asparagina, cresce spontaneo in aree di campagna e boschi e si distingue per le sue foglie spinose e pungenti ed il suo sapore deciso.

L’asparago bianco e le varietà di asparago

Esistono diverse varietà di asparagi.
La varietà di comune è quella di colore verde, ma sono diffuse anche varietà di asparago bianco o violetto. La differente colorazione dipende dalle diverse condizioni in cui vengono coltivati e dall’esposizione alla luce. L’asparago bianco, per esempio, assume questa particolare colorazione perché è coltivato completamente sotto terra e, quindi, in assenza di luce, ne viene bloccata la fotosintesi naturale.

Asparago: coltivazione

La coltivazione dell’asparago non è molto semplice, né economica.

  • Per prima cosa bisogna creare un’apposita serra, detta asparagiaia, che occupa molto spazio e non è quindi adatta per piccoli orti casalinghi.
  • L’asparago vuole un clima senza eccessi climatici e una posizione ben soleggiata e riparata da vento.
  • Il terreno deve essere ben drenato, sciolto e leggero.
  • Se si parte dal seme, si può piantare quando il clima è caldo, tra aprile e giugno, spargendo i semi a una distanza di 10 cm.
  • Altrimenti si possono comprare i rizomi in un vivaio o in un negozio di giardinaggio, ma non sono economici. I rizomi si possono interrare già a inizio primavera, da fine febbraio fino a giugno.

L’asparago è una pianta a coltivazione poliennale, e inizierà a produrre dopo 2-3 anni e resterà produttiva per circa una dozzina d’anni.

Ultima curiosità

Nella città di Schrobenhausen, in Baviera, si trova un museo interamente dedicato alla storia, alla cultura, all’oggettistica e all’arte dell’asparago.
Qui sono raccolti utensili per la cucina e la tavola, strumenti per la coltivazione, ma anche quadri e libri che riguardano questo ortaggio, considerato regale, perché molto apprezzato dai Reali di Baviera e, in special modo, da re Ludwig II, il “re delle favole”.