Giardino

L’elleboro e la sua fioritura invernale

elleboro o rosa di natale

L’elleboro è una pianta perenne rustica che cresce spontaneo nel sottobosco, e viene utilizzato a scopo decorativo per la facilità di coltivazione e la sua semplice bellezza.

L’elleboro ha la particolarità di fiorire con temperature invernali e può, così, decorare il tuo giardino o il tuo balcone quando le altre piante sono spoglie. È, anche, una specie molto resistente e sopravvive a temperature che arrivano sotto lo zero.

L’elleboro è un genere appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae ed è originario dell’Europa centrale, del Caucaso e dell’Asia Minore.

Era molto conosciuto già in tempi antichi, soprattutto per le sue capacità curative delle malattie mentali ed è utilizzato ancora ai giorni nostri in erboristeria e nell’industria medica. In realtà è una pianta tossica e altamente irritante per uomini e animali, perché contiene un’elevata quantità di alcaloidi, soprattutto nelle radici.

Per questo è bene lavarsi accuratamente le mani dopo averla maneggiata, meglio ancora utilizzare dei guanti, e, soprattutto posizionarla in un luogo non raggiungibile da animali e bambini

Elleboro: etimologia

Infatti, il nome elleboro è formato da due parole greche “elos”, che vuol dire uccidere, e “bolos”, ossia nutrire. Questo proprio per le sostanze velenose contenute nella pianta.

Elleboro: varietà

Il genere elleboro comprende una trentina di specie erbacee.

  • In Italia la più diffusa è la varietà helleborus niger, meglio conosciuta come Rosa di Natale, perché somiglia molto alla rosa canina e ha una fioritura invernale, nel periodo natalizio.
  • Helleborus viridis, o elleboro verde, una varietà di elleboro selvatico che cresce spontaneo nelle zone del nord Italia.
  • Helleborus Argutifolius, o elleboro di Corsica, la varietà più piccola.
  • Helleborus foetidus, elleboro puzzolente, che sprigiona un forte odore se si strappano le sue foglie.
  • Helleborus lividus, che deve il suo nome al colore scuro delle sue foglie dai margini pungenti.
  • Helleborus orientalis, la varietà più delicata, maggiormente soggetta ad attacchi di virus o parassiti.
  • Helleborus purpurescens, dai particolarissimi fiori color porpora all’esterno e verde internamente.
  • Helleborus abchasicus, anch’esso caratterizzato da fiori porpora che si schiariscono verso l’interno.

Elleboro: caratteristiche botaniche

L’elleboro raggiunge i 30 cm di altezza e si presenta con un fogliame fitto e vigoroso, di colore verde scuro.  Sboccia verso dicembre e la sua fioritura dura fino a marzo. I fiori sono grandi, singoli o riuniti a grappoli, generalmente nei colori del bianco e del porpora, ma esistono anche varietà rosa, crema, rosso acceso.

Nei mesi caldi, anche se non fiorisce, la pianta produce molto fogliame e crea un bellissimo cespuglio decorativo.

Elleboro: coltivazione

L’elleboro è una pianta molto semplice da coltivare, è resistente, tollera bene diversi suoli e condizioni, richiede poche cure e dura molti anni.

La pianta perfetta per abbellire il tuo giardino o ornare il tuo terrazzo.

  • L’elleboro va messo a dimora a una buona profondità, in una comune terra da giardino, ben lavorata ed arricchita con terriccio universale e stallatico. Importante che sia ben drenato, per evitare marciume alle radici.
  • L’elleboro va posizionato in zone di mezz’ombra. Non ama luoghi molto soleggiati o l’esposizione diretta ai raggi del sole, se non la leggera luce del mattino.
  • Le innaffiature dovranno essere costanti e regolari, così che il terreno rimanga sempre abbastanza umido, soprattutto durante i mesi invernali in cui la pianta si sviluppa.
  • Una o due volte all’anno si può fornire alla pianta un concime granulare a lenta cessione.

Elleboro: coltivazione in vaso

L’elleboro può essere coltivato anche in vaso, ma ha bisogno di un contenitore ampio e profondo, dove poter sviluppare le proprie radici.

Le cure e le attenzioni sono le stesse per gli esemplari coltivati all’aperto e, quindi, l’ideale è comunque tenerlo su un balcone, ma non al sole diretto, perché la temperatura troppo elevata della casa e la scarsa umidità non giovano alla pianta.

Ultime curiosità

Lungo i secoli, tantissime sono le leggende nate intorno all’elleboro, alle sue proprietà curative e alla sua fioritura invernale.

Le più antiche ci sono state tramandate dalla mitologia greca, dove si racconta che Ercole, reso pazzo da Giunone, rinsavisce mangiando le foglie della pianta di elleboro.

Ma anche Melampo, indovino e guaritore discendente nientemeno che da Eolo, guarì dalla follia il figlio del re di Tirinto, facendogli bere il latte di capre che avevano mangiato foglie di elleboro.

La tradizione cristiana, invece, riconduce l’origine della pianta di elleboro alla visita dei Re Magi a Gesù.  All’arrivo dei regali visitatori, c’era nei dintorni della grotta una povera pastorella, che vedendo i preziosi doni portati al Bambinello, si vergognò di non aver nulla da offrire e iniziò a piangere disperata. Fu così che dalle sue lacrime cadute a terra, nacquero dei bellissimi fiori bianchi dalle antere dorate: le rose di Natale.