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Tronchetto della felicità : tutto quello che c’è da sapere

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Tronchetto della felicità: scopri qui tutto, ma proprio tutto, su questa straordinaria pianta da appartamento, origini, significato, benefici, cura, fioritura, potatura.

Il tronchetto della felicità, detto anche Yucca,è una delle piante da appartamento più diffuse, grazie alla bellezza delle sue foglie verdi brillanti e alla facilità di cura.

Il suo nome botanico è Dracaena, appartiene alla famiglia delle Aspargaceae e annovera molte specie diverse. La più nota è quella della Dracaena fragrans.

Il tronchetto della felicità è una pianta sempreverde originaria delle zone tropicali dell’Africa ma anche dell’Asia. Si presenta con uno o a volte due tronchi eretti e corposi, dalla cui sommità spuntano ciuffi di foglie lunghe e appuntite, di un luminoso colore verde. Anche se in natura queste piante possono raggiungere i 10 metri di altezza, in appartamento non superano i due, crescendo di circa 15 cm l’anno.

Anche se raro nei casi di piante coltivate in appartamento, può accadere che in primavera il tronchetto della felicità produca piccoli fiori color crema raccolti a spiga, dal profumo dolciastro e molto intenso.

TRONCHETTO DELLA FELICITÀ: SIGNIFICATO DEL NOME

Il nome scientifico Dracaena viene dal greco drakaina e significa “femmina di drago”, perché da una delle sue specie viene estratto una resina rossa detta “sangue di drago”.

Per questo nelle isole Canarie alla Dracaena venivano un tempo attribuite proprietà magiche e veniva usata da alchimisti e santoni per curare ferite, ustioni e anche piaghe e lebbra. Inoltre col “sangue di drago” si tingevano utensili e attrezzi arrugginiti.

Invece il nome comune tronchetto della felicità è da attribuire alla caratteristica longevità della pianta e alla capacità di crescere anche in ambienti ostili con poche cure.

TRONCHETTO DELLA FELICITÀ: I BENEFICI

Hai mai sentito parlare di “sindrome dell’edificio malato”?

È un disturbo che comporta tra i tanti sintomi mal di testa, nausea, bruciore agli occhi, fatica e mancanza di concentrazione. Si manifesta quando trascorriamo troppo tempo in ambienti chiusi e poco aerati.

Infatti oggi, a causa dello smog e delle polveri sottili che penetrano dall’esterno o del fumo di sigaretta, e dell’eccesso di detergenti, anche l’aria all’interno degli uffici o degli appartamenti può risultare insalubre.

Il tronchetto della felicità apporta benefici non solo ornamentali, ma soprattutto salutari.
Infatti è una delle piante di appartamento capace di assorbire più anidride carbonica e agenti inquinanti e aiuta la naturale depurazione dell’aria, emettendo grandi quantità di ossigeno.
Insomma funziona come un perfetto filtro dell’aria.

Alcune ricerche mediche, inoltre, hanno analizzato la capacità della Dracaena di diminuire la presenza di sostanze dannose per i soggetti allergici.

Senza parlare degli studi psicologici che da anni sottolineano gli effetti benefici della vicinanza alle piante per la gestione e la riduzione dello stress.

COME CURARE IL TUO TRONCHETTO DELLA FELICITÀ

La Dracaena, come tutte le piante tropicali, vuole un clima caldo-umido.
Curare il tuo tronchetto della felicità è molto facile. Basta assicurargli un clima stabile sia d’estate che d’inverno. La temperatura consigliata è tra i 18 e i 21 C°, con un tasso di umidità del 70%.

Essendo una pianta originaria di paesi caldi, l’importante è che non soffra mai il freddo. Per questo è un’ideale pianta da appartamento, più che da esterno.

  • Posizionala in un luogo della tua casa molto luminoso, ma non alla luce diretta del sole e assicurati che non sia esposto alle correnti d’aria o sia troppo vicino al calorifero.
  • Innaffiala regolarmente, anche a giorni alterni in estate, così che il terreno sia sempre un po’ umido, ma non troppo perché il ristagno d’acqua farebbe marcire le radici. Per questo diminuisci le innaffiature in autunno e inverno, quando ha meno bisogno d’acqua. Se l’ambiente dove cresce è troppo secco, magari nei mesi molto caldi, potresti vaporizzarne le foglie.
  • Per pulire le foglie, basta passarci sopra un batuffolo di cotone bagnato d’acqua. Se ti piacciono i cari vecchi consigli della nonna, miscela acqua e latte per avere foglie più brillanti.

RINVASO E POTATURA

È bene ogni due anni, in primavera, trapiantare il tronchetto, per dare spazio alla crescita delle radici.

  • Utilizza logicamente un vaso più grande e mettici sul fondo dei pezzi di coccio.
  • Usa un terriccio a base di torba e con della pietra pomice, così da favorire il drenaggio dell’acqua.
  • Puoi anche arricchire il terreno con un compost, sempre per evitare i ristagni d’acqua particolarmente dannosi per questa pianta.

Il tronchetto della felicità non ha bisogno di potatura. È però sempre consigliabile eliminare le foglie ingiallite, sia per ragioni estetiche, sia per rinvigorire la pianta e proteggerla dal rischio di parassiti.

E se il mio tronchetto ha raggiunto il soffitto e pende pericolosamente peggio della torre di Pisa?
Niente paura, con una semplice potatura di ringiovanimento potrai ottenere una pianta della misura desiderata e utilizzare il materiale tagliato per ottenere nuove piante. Due in uno insomma. Fantastico, no?
È più semplice di quel che pensi.

Prima di cominciare sappi che è sempre preferibile effettuare questa operazione tra maggio e agosto e soprattutto utilizza forbici pulite e affilate.
Ma vediamo adesso con ordine come fare.

  • Pratica un’incisione orizzontale tutto intorno allo stelo secondario che vuoi recidere. Devi farla proprio sotto il nodo vegetativo, nella zona più giovane, cioè con gli anelli più chiari.
  • Ora taglia netto questo ramo. In questa maniera eviterai sfilacciature o tagli imperfetti.
  • Cauterizza il taglio nella pianta madre con sabbia o cenere di legna (puoi anche procurarti del mastice nei negozi di giardinaggio). Così eviterai che la lesione marcisca o produca funghi.

E adesso con i rami tagliati puoi fare delle rigogliose talee.

  • Crea con questo materiale vegetativo delle talee di circa 10-15 cm.
  • Elimina le foglie che eventualmente sono presenti nella parte bassa.
  • Mettile in un vaso riempito di torba e sabbia di fiume.
  • Innaffia leggermente il terreno e vaporizza le foglie.
  • Metti la talea in un luogo luminoso e caldo, ma non alla luce diretta del sole.
  • Già dopo un paio di mesi, vedrai apparire nuove foglioline.
  • Vuol dire che la tua talea ha avuto successo.
  • Ora che ha radicato puoi trattare la tua talea come una pianta adulta.

Se vuoi puoi anche interrare la talea nello stesso vaso della pianta madre, cosicché con tronchi ad altezze diverse le foglie riempiano meglio tutta la pianta e non solo la cima.

Tronchetto della felicità malattie

Anche se, come abbiamo detto, il tronchetto della felicità è una pianta molto resistente e semplice da coltivare, può accadere che a volte ingiallisca.

Le cause possono essere troppa, o troppa poca, acqua. Una sbagliata esposizione alla luce solare diretta.
Una carenza di concimazione. Allora può essere utile nei mesi estivi concimare il tuo tronchetto della felicità con del fertilizzante, che puoi tranquillamente procurarti in un vivaio o un negozio specializzato.
Comprane uno a base di concime ternario, che è il più adatto.

Facile da coltivazione, altamente ornamentale, apporta benefici fisici e emotivi queste sono le caratteristiche che rendono il tronchetto della felicità una delle migliori piante da appartamento.