Orto

Come si coltivano i lamponi

coltivazioni lamponi

Se hai un giardino o anche solo un piccolo terrazzo, coltivare i lamponi può essere un’idea interessante e facile da realizzare.

Il lampone è una pianta che rientra nel gruppo dei piccoli frutti, che sono molto apprezzati per la bellezza dei loro colori e per il loro valore nutritivo e vitaminico.

Deliziosi al gusto, possono essere utilizzati per preparare torte, marmellate, macedonie, sciroppi ed ottimi gelati. Possono anche essere surgelati, senza perdere nessuna caratteristica di gusto e nutrienti.

Il lampone è una pianta facile da coltivare e richiede pochissime cure e poco spazio.
Inoltre è un arbusto che può valorizzare zone del giardino inadatte ad altre colture, perché produce in zone ombreggiate. Può, quindi abbellire i margini del giardino o un angolo del terrazzo.

Caratteristiche botaniche e generali

Il lampone appartiene alla famiglia botanica dei frutti di bosco, quella delle Rosaceae, genere Rubus.
La specie più coltivata nel nostro paese è Rubus idaeus, di colore rosso, ma ne esistono anche varietà gialle o violacee.

Il lampone, che cresce allo stato spontaneo nel sottobosco delle zone alpine e prealpine, ha la forma di un arbusto cespuglioso e raggiunge, in genere, 1-2 metri in altezza.

La pianta è composta da un apparato radicale molto superficiale e da una parte aerea formata da tralci e polloni.

I polloni sono i germogli nuovi, hanno una colorazione verde chiaro e sono ricoperti di piccole spine. Iniziano a crescere a primavera e restano erbacei per mesi, poi, lignificano e diventano tralci. Questi ultimi presentano piccole gemme miste, che sono poi quelle che daranno il frutto.

Lamponi rifiorenti e lamponi uniferi

A seconda del periodo di fruttificazione, la pianta di lamponi si distingue in unifera o rifiorente.
Il lampone di tipo unifero fruttifica sui tralci germogliati l’anno precedente e produce una sola volta l’anno.

Il lampone unifero ha un ciclo produttivo di due anni. Nel primo anno i polloni crescono e diventano completamente lignificati a fine autunno. Nel secondo anno, a primavera, i polloni diventano tralci fruttiferi che originano ramificazioni laterali, che vanno a frutto durante l’estate. Durante l’autunno i tralci fruttiferi seccano e nascono nuovi polloni.

Anche il lampone rifiorente ha un ciclo produttivo di due anni, ma produce due volte all’anno.

La prima volta a inizio autunno, alla fine della stagione di crescita, fruttifica sulla parte apicale dei tralci germogliati nello stesso anno. Poi la parte apicale dei tralci dissecca e l’anno dopo a giugno-luglio la parte sottostante l’apice vegetativo darà la sua seconda fruttificazione.

Varietà

Esistono molte varietà di lampone, sia unifere che rifiorenti.

La specie maggiormente coltivata in Italia è il lampone rosso, ma ve ne sono anche gialli, violacei o neri.

Quelli rossi e gialli hanno un sapore più dolce, quello viola è molto aromatico e adatto alla surgelazione, quello nero è più corposo, ma anche più difficile da coltivare, perché delicato e maggiormente soggetto a malattie.
Vi è anche una varietà senza spine, la Glen Moy.

Tra le varietà unifere troviamo:

  • I lamponi Latham, dai frutti scuri e rotondi.
  • I lamponi Meeker, di tonalità rosso scura e dolcissimi, con il più alto contenuto di zucchero.
  • I Willamette, sodi e dal gusto leggermente aspro.
  • I lamponi Brandywine con grossi frutti, di colore viola scuro.
  • I lamponi Black Hawk, neri e molto succosi.

Invece tra le varietà rifiorenti:

  • I lamponi Amity, di media grandezza, di color rosso scuro, sodi e fragranti.
  • I lamponi Fall Gold, dolcissimi lamponi dalla tonalità giallo dorata.
  • lamponi Sumo 2, con i frutti più grandi.
  • lamponi Marastar, con grossissimi frutti rosso scuro dall’eccellente qualità gustativa.

Un’ottima idea può essere quella di coltivare insieme più varietà, che fruttificano in periodi diversi dell’anno, così da poter avere una diversificazione nel raccolto e lamponi freschi per tutta la stagione di crescita.

La coltivazione dei lamponi

Coltivare i lamponi non prevede grande impegno. Basta conoscere bene le caratteristiche della pianta e considerare al meglio le sue necessità.

Clima

Il lampone è un arbusto rustico che cresce spontaneo nel sottobosco delle zone di media montagna.
Ha perciò bisogno di un clima mite e fresco e teme le alte temperature e un’eccessiva esposizione solare.

È una specie resistente ai freddi invernali e si adatta alle piogge frequenti.

La sua collocazione ideale è in una zona di mezza ombra, al riparo dai venti troppo forti, che, accanendosi sui tralci, li può rovinare. Ottimo vicino a una siepe o ai lati di una struttura.

Terreno

Il lampone si adatta bene a qualsiasi terreno, con una preferenza per i terreni abbastanza acidi, capaci di trattenere a lungo l’umidità e ricchi di sostanza organica, anche parzialmente indecomposta, che nel bosco, suo habitat naturale, viene naturalmente fornita dalle foglie cadute.

Sicuramente non cresce bene con un terreno argilloso e compatto, troppo calcareo, poco drenante, che potrebbe creare asfissia radicale.

È bene non mettere a coltura il lampone in un terreno che ha già ospitato colture di altri frutti di bosco o rosacee, come per esempio fragole e rose.
Queste, infatti potrebbero aver impoverito il terreno e, perciò, potrebbero causare l’insorgenza di funghi patogeni o parassiti.

Concimazione

Per assicurarti una buona produttività della tua pianta di lamponi, prima di metterla a dimora è necessario concimare il terreno.
La concimazione più efficace è sicuramente quella organica.

Vanno interrati ai piedi della pianta 4-8 kg di letame maturo per metro quadro, o anche humus di lombrico o compost domestico.

Questa scelta, sicuramente più ecologica, è però più onerosa. Puoi, allora, optare per una concimazione chimica, usando solfato ammonico, nitrato di calcio o urea. Se hai un terreno con un’acidità alta, aggiungi anche dello zolfo granulare.

I lamponi hanno bisogno anche di una concimazione di mantenimento, da effettuarsi una volta all’anno, usando concimi naturali o minerali.

Se scegli una concimazione chimica a base di azoto, devi eseguirla in primavera, per non compromettere la crescita autunnale dei polloni.

Pacciamatura

È bene intervenire con un’operazione di pacciamatura in primavera, al momento della ripresa vegetativa, per proteggere le radici della pianta di lampone che sono molto estese e superficiali.

La pacciamatura consiste nel ricoprire il terreno alla base della pianta con paglia o altri materiali organici.
Questa pratica impedisce gli accumuli di umidità, gli attacchi del gelo e il proliferare delle erbe infestanti.

Messa a dimora

Se vuoi iniziare la tua coltivazione di lamponi, puoi procurarti sia polloni a radice nuda, sia piccole piantine in vaso già formate.

Il lampone venduto a radice nuda va piantato nel periodo di dormienza, ossia alla fine dei mesi autunnali.
Il trapianto in piena terra delle piantine in vaso si può effettuare, invece, anche in primavera.

Fai così:

  • Scava delle buche non troppo profonde e larghe all’incirca 40-50 cm. Devi sapere che i lamponi crescono in cespugli abbastanza fitti e che le loro radici producono numerose gemme, che si espandono e danno vita a nuovi rami, lontani dalla pianta originaria. Perciò, distanzia le buche di 70-80 cm e le file di 2-2,5 m.
  • Metti in fondo alla buca letame o compost maturi, insieme ad altro fertilizzante organico come, per esempio, la cornunghia.
  • Pianta il lampone nella buca alla base dei primi rami, senza interrarlo troppo, così le nuove gemme potranno arrivare più facilmente alla superficie.
  • Riempi la buca con la terra asportata precedentemente. Copri per bene le radici, ma fai attenzione a non seppellire le foglie.
  • Innaffia così da compattare bene le radici e la terra e da evitare il formarsi di sacche d’aria. Infatti se le radici non sono completamente avvolte dalla terra, rischiano di non ricevere sufficienti sostanze nutrienti e quindi rinsecchiscono.

Inoltre, per favorire una coltivazione ottimale, è bene predisporre dei sostegni sui quali la pianta possa avvilupparsi.

  •  Disponi dei pali in legno o ferro alti 2,50 m su una stessa fila a 2 m di distanza l’uno dall’altro.
  • Fai passare del fil di ferro tra i pali, parallelamente al terreno, a diverse altezze.
  • Lega i polloni a questa impalcatura, così aiuti la pianta a svilupparsi ed eviti che la pesante vegetazione o il vento possano piegare e rompere i tralci.

Irrigazione

Per un’ottima coltivazione dei lamponi devi prevedere delle regolari e costanti annaffiature.

Le piante di lampone non richiedono molta acqua e temono i ristagni idrici.

Va bene innaffiarle ogni due settimane, ma in caso di estate molto secca e asciutta si può provvedere a un’irrigazione supplementare.

In generale, bisogna fare più attenzione all’irrigazione subito dopo la messa a dimora della piantine, in primavera, nel momento della ripresa vegetativa, nel periodo di fioritura e soprattutto in piena estate, durante la crescita dei frutti.

In autunno, dopo la raccolta, si possono diradare le irrigazioni, per favorire la maturazione del tralcio e lo sviluppo di nuovi polloni.

Importante è non bagnare i fiori e i frutti, per evitare la comparsa di muffe. Per questo, un buon sistema è fornirsi di un impianto di irrigazione a goccia da posare sul terreno o sotto la pacciamatura.

Potatura

La potatura del lampone è un’operazione indispensabile, molto semplice da effettuare, che va fatta ogni anno.

Consiste nell’eliminare le parti secche, danneggiate o colpite da malattie, rimuovere i tralci che hanno fruttificato ed eliminare i polloni deboli e i rami improduttivi.

Per questo la potatura cambia in base alla varietà di pianta.

  • Per le varietà di lampone unifere bisogna eliminare in autunno, quando sono del tutto secchi, i tralci che hanno fruttificato in estate.  Poi si diradano i tralci nuovi, cimando le estremità e lasciando quelli più robusti.
  • Per le varietà di lampone rifiorenti, che fruttificano due volte, in autunno viene eliminata la parte apicale dei tralci produttivi. Questi poi, dopo aver riprodotto nella parte mediana nell’estate successiva, si eliminano alla base.

Coltivazione del lampone in vaso

Il lampone può essere coltivato anche in vaso.

Il vaso deve contenere almeno 15 litri di torba o terriccio molto permeabile.

Le piante coltivate in vaso possono essere messe a dimora tutto l’anno.

I frutti crescono solo sui rami giovani, perciò in autunno bisogna reciderli alla base. In estate, invece, si provvederà a lasciare sulla pianta solo i polloni più forti.

Ultimi suggerimenti

Controlla ogni giorno la maturazione dei frutti del lampone ed raccoglili quando diventano scuri e sodi. Evita che cadano a terra, dove potrebbero fermentare e causare l’apparizione della pericolosa muffa grigia, il peggior nemico del lampone.
Anche gli insetti e gli uccelli vanno ghiotti di questo succosissimo frutto. Pensa magari a predisporre una rete protettiva o uno spaventapasseri.