Orto

La colza: coltivazione, raccolta e produzione

colza

Conosciuta negli anni addietro soprattutto come pianta da foraggio autunno – vernino, la colza, oggi, è una delle colture oleaginose più coltivate al mondo.

Diffusa soprattutto nel parte centro – settentrionale del vecchio continente, e già da qualche decennio anche nel nostro bel paese, la colza è una valida coltura da rinnovo, da inserire nella “dimenticata” rotazione agraria, al fine di restituire al terreno quella fertilità di base depauperata dal ripetersi delle varie colture nel corso del tempo.

La colza è una pianta che offre grandi possibilità. Giova ricordare che molto spesso nel Centro e nel Sud Italia , a causa della siccità, va perduta gran parte dei raccolti di girasole e sorgo, come pure quelli relativi a colture irrigue, come la soia e il mais, e quindi la colza ben s’inserisce dato che valorizza terreni poveri e aridi.

La colza nel mondo

La colza assume una particolare importanza anche a livello mondiale, considerato che occupa, come abbiamo già accennato, i primi posti tra le colture oleaginose più coltivate al mondo., ricoprendo circa 10 milioni di ettari.

Colza: caratteristiche della pianta ed esigenze ambientali

La colza (Brassica napus L., varietà oleifera) appartenente alla famiglia delle Brassicaceae e deriva dall’ibridazione tra la Brassica oleracea e la Brassica campestris.

La pianta è costituita da una radice fittonante e per tale ragione vuole un’adeguata preparazione del letto di semina con un aratura profonda 30-35 cm, si adatta, però ai più svariati tipi di terreno, da quelli sabbiosi delle zone litoranee a quelli tufacei delle zone collinari, ai terreni ricchi di scheletro e a quelli argillosi, chiaramente le produzioni più elevate si ottengono dai terreni di medio impasto.

I fiori, ermafroditi, sono di un giallo brillante (talvolta anche bianchi a seconda della varietà) e riuniti in grappoli, la fioritura inizia dal basso verso l’alto.

Il frutto è una siliqua a valve convesse che contengono piccoli semi sferici di 1 – 2 mm di diametro. Il peso di 1000 semi  varia da 3 a 6.5 grammi.

La colza è una pianta molto resistente al freddo, tanto da sopportare temperature molto basse anche i -15 gradi centigradi se è coltivata su terreni ben drenati: per ottenere ciò è necessario che la pianta giunga all’appuntamento con i rigori invernali in una ben determinata fase fenologica detta di “rosetta fogliare”.

Questa fase si identifica quando le piante presentano un apice vegetativo ancora compatto e vicino al colletto e 6-8 foglie vere.
La colza ha bisogno di subire il fenomeno della vernalizzazione con temperature inferiori a 7 gradi centigradi per un periodo di 40 – 50 giorni.

Le temperature ottimali per questa coltura sono: 8° C per la germinazione, 15°C per la fioritura e 18° C per la maturazione.

Le esigenze idriche per l’intero ciclo vegetativo si stimano molto basse: 400 mm di pioggia sono sufficienti per rendere produttiva la coltura che pertanto non ha bisogno di irrigazioni.

Si ricorda infine la grande adattabilità di questa coltura ai più difficili ambienti climatici, considerato che si coltiva in Francia, Germania, Russia, Cina ecc.

Colza: varietà

Le varietà certificate in Italia e di maggior utilizzazione sono: Brink, Loras, Quinta, recentemente sono state importate varietà francesi e tedesche, ad esempio: Lingot, Jet Neuf, Emil.

Colza: concimazioni

La concimazione di questa coltura deve essere effettuata tenendo conto dei seguenti fattori principali:

  1. bisogni della pianta durante il ciclo;
  2. grado di fertilità del suolo;
  3. condizioni climatiche, natura del suolo e precessione colturale.

Semina della colza

Si è già detto che per affrontare senza danni il freddo dell’inverno la pianta deve trovarsi in fase di rosetta, fase che si raggiunge normalmente dopo 45 giorni dopo la semina, pertanto, tenuto conto delle condizioni climatiche locali si sceglierà la data di semina più opportuna.

In linea generale si può dire che nel nostro Paese le date di semina più favorevoli sono comprese tra il 25 agosto ed il 15 settembre nelle regioni Centri e Settentrionali, tra il 20 settembre ed il 10 ottobre nelle regioni più calde Centro-meridionali

Malattie e parassiti della colza

Nelle prima fase vegetativa della pianta possono verificarsi discreti attacchi ad opera di due parassiti l’altica e la cavolaia. Nella fase di maturazione sia il Punteruolo delle silique che la Cecidomia possono arrecare danni al raccolto.

Raccolta e produzione

La raccolta della colza si effettua normalmente nella prima quindicina di giugno, con le comuni mietitrebbia da grano opportunamente preparate per i semi minuti.

È buona norma iniziare le operazioni di raccolta nelle primissime ore della mattina ed interromperle nelle ore più calde, onde evitare maggiori perdite di prodotto che in taluni casi e per varietà più diescenti possono raggiungere il 30% del raccolto.

L’umidità consentita per la colza è del 9%, che in annate normali si può ottenere direttamente in campo, in casi contrari si può ricorrere agli essiccatoi regolando la temperatura degli stessi a 36 – 38° C.

La produzione media nazionale è di 22-25 quintali per ettaro, punte superiori ai 30 quintali sono raggiunte nella valle del Tevere con varietà a ciclo medio – precoce.