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Coltivazioni patate: tecniche per il tubero più conosciuto

Coltivazioni patate

Le coltivazioni di patate sono un cardine della produzione ortofrutticola, essendo questo tubero stato alla base per secoli dell’alimentazione contadina, grazie alla sua alta redditività, all’elevato apporto calorico e al basso costo.

Le patate sono presenti a pieno titolo nella tradizione culinaria, come uno degli ingredienti principali della dieta mediterranea, e sono impiegate nelle più svariate ricette, dalla pasta, alle pizze e ai contorni, senza dimenticare le immancabili patatine fritte, che tanto deliziano i bambini, e non solo.

In Italia, le coltivazioni di patate sono praticate lungo tutta la penisola, perché le patate hanno un notevole adattamento a diversi climi e crescono bene sia in pianura che in montagna.

Le patate sono tuberi commestibili originari dell’America meridionale e giunti in Europa dopo la scoperta dell’America, trovando subito ampia diffusione. Appartengono alla famiglia delle Solanaceae, come i pomodori, le melenzane e i peperoni, e sono ricche di carboidrati, vitamine e sali minerali.

Esistono diversi tipi di patate, principalmente conosciute come patate a pasta gialla o patate a pasta bianca. Le prime hanno una consistenza compatta e sono adatte per essere consumate fritte o bollite, le seconde invece, hanno una polpa farinosa e sono usate per gnocchi, crocché, pouré e gattò. Esiste anche una varietà meno conosciuta di patate viola, ricche di antocianine, sostanze dall’elevato potere antiossidante, che contrastano l’invecchiamento precoce e proteggono da cancro, ictus e malattie cardiache.

Coltivare patate

Coltivare le patate non è molto difficile e il loro raccolto permette di risparmiare sulla spesa alimentare e assicura un prodotto sano e genuino.

Non è necessario avere a disposizione un grande orto, perché si può avviare una piccola produzione di patate anche utilizzando un sacco di juta o un vaso molto alto, basta che siano forniti di fori per il drenaggio.

Patate germogliate

Per iniziare a coltivare le patate hai bisogno semplicemente di alcune patate di buona qualità.

  • Disponi le tue patate su un vassoio bianco in un luogo fresco e con luce naturale, ma mai esposto direttamente al sole. In tal modo, nel giro di 4-6 settimane sulle patate spunteranno dei piccoli germogli.
  • Da questi germogli, o “occhi”, si svilupperanno, poi, i getti delle tue patate future, e, quindi, puoi ottenere tante piante quanti sono gli “occhi” della patata.
  • Se la patata è piccola può essere seminata direttamente nel terreno, ma quelle più grandi vanno tagliate a pezzi, in modo che ogni pezzo abbia almeno un paio di “occhi”.
  • Fai dei tagli longitudinali con un coltello da innesto ben affilato e disinfettato, per evitare virosi o marciumi. Esegui questa operazione qualche giorno prima del piantamento, così sulla superficie del taglio si formerà uno strato suberoso che proteggerà il tubero dalle infezioni.
  • Se vuoi patate più grandi, lascia su ogni porzione solo 3 germogli distanziati tra loro e elimina i germogli secondari, più deboli e meno sviluppati. Se vuoi patate più piccole, lascia più “occhi” su ogni singolo pezzo di patata da seminare.

Quando si piantano le patate?

Vediamo ora un aspetto molto importante da tenere presente per iniziare una coltivazioni di patate con il piede giusto. Oltre ovviamente al periodo giusto per piantare le patate, come del resto vale per tutti gli ortaggi, entra in gioco anche il fattore luna. Ecco questo bel satellite che tante volte ci ha fatto anche sognare ha un influenza sul nostro pianeta, infatti alla luna si devono le maree, e nel nostro caso può influenzare la crescita sana delle piantine e di conseguenza avere degli effetti dannosi sulla nostra coltivazione di patate.

La semina delle patate e la luna

Il freddo intenso è dannoso per le coltivazioni di patate.
Per questo la semina di questo tubero va fatta quando termina la stagione fredda e non c’è più il rischio di gelate tardive, ossia a fine inverno-inizio primavera.

Inoltre, come tutti gli ortaggi da radice, le patate vanno seminate con la luna in fase calante.
I tuberi vanno interrati nel terreno ben asciutto, in buche profonde 10-15 cm, con i germogli rivolti verso l’alto. Vanno distanziati di 30 cm tra di loro e di 80 cm tra le file.

Le patate vanno ricoperte con il terreno senza comprimerlo, per far respirare i germogli durante il loro sviluppo.

Terreno

Per le coltivazioni di patate sono adatti diversi tipi di terreno, purché abbastanza sciolti, fertili e con un ph compreso tra 5,5 e 7,5. Sono meno idonei i terreni sabbiosi o argillosi, perché favoriscono il ristagno idrico, particolarmente dannoso per le patate.

Prima della semina il terreno va preparato con accuratezza, per drenare bene il terreno e perché su un terreno con molte zolle aumentano le possibilità di lesioni ai tuberi durante la raccolta.

La vangatura deve scendere almeno di 40 cm e, in seguito, bisogna predisporre una buona concimazione di fondo, usando intorno ai 6 kg di letame maturo a metro quadro, oppure 0,6 kg se si usa pollina o stallatico pellettato.

Inoltre, ogni 15 giorni circa, bisogna procedere ad un’operazione di sarchiatura e rincalzatura, ossia rimescolare con una zappa il terreno superficiale delle piantine, facendo attenzione a non danneggiare le radici dei tuberi, per ossigenare la pianta, eliminare le eventuali erbe infestanti e mescolare le proprietà nutritive del terreno.

Annaffiatura

Le coltivazioni di patate hanno bisogno di molta acqua, soprattutto in alcune fasi del ciclo biologico.

L’acqua deve essere poca subito dopo la semina, in quanto il tubero è già dotato delle necessarie riserve idriche, mentre deve essere maggiore nella fase di accrescimento vegetativo, per poi cessare nella fase finale di maturazione, quando la pianta inizia a seccarsi.

Tuttavia i ristagni idrici sono dannosi e, quindi, è necessario affidarsi al buon senso, considerando anche le acque piovane e innaffiando quando si vede che il terreno è asciutto, evitando che lo resti troppo a lungo.

L’irrigazione può essere di due tipi: a scorrimento, sfruttando il solco, o a pioggia, migliore per le grandi superfici.

Raccolta delle patate

La raccolta delle patate si effettua tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.

Il momento giusto è quando la pianta è completamente disseccata nella parte aerea, ma si può anche strofinare la buccia di una patata e, se questa non si stacca, vuol dire che sono pronte.

La raccolta delle patate è un’operazione delicata, da fare con attenzione per evitare di rovinare i tuberi, e va fatta quando il tempo e il terreno sono asciutti.

Meglio evitare zappa e vanga e scegliere una forca, con la quale entrare delicatamente nel terreno, sollevando i primi tuberi, per poi, man mano allargare il fosso.

Le patate vanno lasciate sul terreno per farle asciugare e poi, vanno conservate in un posto buio, ma ben areato, per evitare la germogliazione e conservare le patate a lungo.

Quelle più piccole andranno conservate per le coltivazioni di patate dell’anno successivo.

Consociazioni e avvicendamento

Il miglior amico della patata è il fagiolo, che aiuta a tenere lontana la dorifora, ma va bene anche coltivata con fave, piselli, cavoli e girasoli.

Va, invece, evitata la consociazione con carote, rape e ravanelli, perché andrebbero in competizione tra loro per i nutrimenti che traggono dal terreno, causando una crescita minore alla pianta.

Inoltre, la patata si coltiva con una rotazione triennale e non va piantata sullo stesso terreno dell’anno precedente, mentre starà benissimo dopo i cereali.

Malattie e parassiti delle patate

La pianta di patate, come del resto la maggior parte delle colture, non è esente da parassiti e malattie. Da ricordare che le patate sono colture a ciclo lungo, dato che staranno nel terreno per almeno 4-5 mesi a seconda della varietà coltivata, quindi in un periodo cosi lungo non sarà difficile che la nostra coltivazione di patate sia colpita da qualche malattia o parassita.

Vediamo quali sono le principali malattie ed in particolare quali sono i parassiti più dannosi che possono colpire la nostra coltivazione di patate.

  • Peronospora della patata
  • Dorifora della patata
  • Tignola della patata
  • Ferretti o Elateridi

Malattie della patata: Peronospora

Malattie della patata: Peronospora

Malattie della patata: Peronospora

Tra le malattie che possono colpire le nostre coltivazioni di patate, sicuramente la più comune è rappresentata dalla peronospora della patata.
La peronospora della patata è una malattia trofica, cioè causata da funghi, il cui nome scientifico è Phytophthora infestans,  che sottraggono elementi nutritivi alla pianta colpita.

La peronospora della patata si manifesta e quindi riconoscibile dalle macchie di colore marrone che genera sulle foglie e steli della pianta. Oltre a danneggiare le foglie e la pianta la peronospora danneggia anche i tuberi. Favorita  dall’umidità e dalle piogge frequenti la peronospora può infestare rapidamente un’intera coltivazione di patate in poco tempo.

La prevenzione di questa malattia viene effettuata praticando sempre delle rotazioni di colture con piante adatte tipo i cereali.
Per combattere questa malattia in modo naturale e biologico possono essere usati diversi olii essenziali o soluzioni idroalcoliche di propoli, farsi magari consigliare in ogni caso, in presenza di gravi infestazioni, dal vostro fitoiatra di fiducia.

Dorifora della patata

Dorifora della patata

Dorifora della patata

La Dorifora della patata è un coleottero dannoso per le patate, infatti le patate solo le piante che attacca più frequentemente, anche se preferisce anche il tabacco come alternativa.
Originario delle zone più calde del Messico, la Dorifora della patata è un coleottero parassita delle piante il cui nome scientifico è Leptinotarsa decemlineata, diffuso in Europa e nel nostro bel paese nel periodo delle seconda guerra mondiale.

Il danno alle piante si manifesta sulle foglie, le piante colpite vengono defogliate completamente a scapito della formazione dei tuberi che rimangono piccoli ed in numero scarso. Nel caso di un’infestazione grave si può anche compromettere un intero raccolto, dato che i tuberi avendo pochi nutrienti non cresceranno bene.

Ci sono diversi metodi per combattere la dorifora della patata, a seconda della sua età si possono usare dei prodotti differenti, farsi sempre consigliare in ogni caso, in presenza di gravi infestazioni, dal vostro fitoiatra di fiducia, per poter utilizzare il prodotto giusto ed adatto alle vostre esigenze.

Tignola della patata (Phthorimaea operculella)

Tignola della patata

Tignola della patata

La tignola della patata è un lepidottero appartenente alla famiglia delle Gelechiidae, originario delle zone più calde dell’America si è diffuso rapidamente in quasi tutto il pianeta nel periodo della seconda guerra mondiale.
Insetto fitofago, la tignola è uno dei parassiti delle patate più complicati da combattere.

Le larve sono endofitiche: scavano buchi nelle foglie e nei fusti di diverse piante, e nel caso della patata possono danneggiare gravemente i tuberi, sia nel terreno che nel deposito sono state stipate.

Per combattere questo parassita delle patate meglio farsi consigliare, in presenza di gravi infestazioni, dal vostro fitoiatra di fiducia, per poter utilizzare il prodotto giusto ed adatto alle vostre esigenze.

Ferretti o Elateridi

Ferretti o Elateridi

Ferretti o Elateridi

Un altro coleottero dannoso per la patate è rappresentato dagli Elateridi comunemente chiamati ferretti per il loro caratteristico colore marroncino chiaro al loro stadio larvale.
I ferretti mangiano le radici di molti ortaggi e soprattutto delle patate. La loro presenza si manifesta con appassimenti diffusi della parti verdi delle piante colpite, soprattutto se queste sono ancora piccole.

Per poter prevenire e combattere questo parassita ci sono in commercio diversi prodotti da quelli biologici, da noi sempre consigliati e preferiti, e non meglio farsi sempre consigliare, in presenza di gravi infestazioni, dal vostro fitoiatra di fiducia, per poter utilizzare il prodotto giusto ed adatto alle vostre esigenze.

Ultima curiosità

La patata non può essere considerata una verdura, perché, nonostante sia ricca di potassio, magnesio e vitamina C, B5 e B6, è un tubero, costituito principalmente da carboidrati complessi e come tale, dal punto di vista nutrizionale, equivale al pane o al riso bianco.