Alberi da frutto

Conosciamo la pianta di mirto

mirto pianta

Il mirto pianta aromatica sempreverde è tipica della macchia mediterranea.

Appartiene alla famiglia delle Myrtaceae, molto ampia, presente nelle zone temperate, in quelle tropicali e subtropicali ediffusissima in tutte le regioni mediterranee, e che comprende una centinaia di generi e fino a tremila specie.

L’unica specie diffusa nella nostra penisola è il mirto comune, il cui nome scientifico è Myrtus communis, e cresce spontaneo lungo i litorali e soprattutto sulle coste rocciose della Sardegna, ma si può trovare anche ad un’altitudine di 600 m.

Conosciuta e apprezzata già nell’antichità per le sue proprietà benefiche, oggi questo arbusto è strettamente associato alla Sardegna, dove il mirto è particolarmente diffuso e dalle cui bacche si ricava il famoso liquore digestivo.

Nel Lazio e in Campania è conosciuto anche con il nome popolare di mortella, perché veniva utilizzato per insaporire la mortadella.

Il suo nome deriva, invece, dal greco myron, che vuol dire “essenza profumata”, per le proprietà aromatiche della pianta.
La pianta di mirto è di facile coltivazione, ha un cespuglio rigoglioso, una notevole fioritura e un intenso profumo e per questo viene adoperata anche a scopo ornamentale sia in giardino che come pianta da vaso.

Caratteristiche generali

La pianta di mirto ha un portamento arbustivo e cespuglioso abbastanza fitto e con ramificazioni sottili.
Può crescere sia come cespuglio basso di massimo 50 cm, sia avere la forma di un albero e può raggiungere i 2-3 m di altezza.

Negli esemplari giovani, la corteccia è di colore rossastro e, crescendo, diventa grigia.

Le foglie sono ovali, verde scuro e lucide nella parte superiore e più opache e chiare in quella inferiore e presentano al centro un’evidente nervatura.

Fiorisce abbondantemente tra primavera ed estate, anche se, con fattori genetici e climatici favorevoli, può verificarsi una seconda fioritura all’inizio dell’autunno. I fiori crescono solitari, sono piccoli e bianchi, formati da cinque petali con lunghi penduncoli e molto profumati.

I fiori andranno a formare i frutti, commestibili, che nascono ad autunno e giungono a maturazione in inverno inoltrato. Sono piccole bacche di colore violaceo, quasi nero. Hanno un rivestimento ceroso e presentano alla sommità una specie di coroncina formata dai resti del calice essiccato.

La pianta di mirto nella mitologia

Alla pianta di mirto sono legate molte leggende e antiche usanze e da sempre la pianta è considerata simbolo di femminilità, oltre che di gloria.

Già presso gli antichi Greci, era considerata una pianta cara alla dea Venere, che, appena nata dalla spuma del mare, aveva trovato rifugio agli sguardi cupidi di un satiro dietro un cespuglio di mirto.

Un’altra leggenda narra che la giovane fanciulla Myrsine venne uccisa dal suo rivale dopo averlo battuto in una gara ginnica, e, per questo, fu trasformata in un arbusto di mirto dalla dea Atena.
Inoltre, durante i giochi eleusini, la testa del vincitore veniva cinta con una corona di mirto.

Anche per gli antichi romani il mirto era una pianta molto considerata. La leggenda narra che, grazie alla forza purificatrice delle fronde del mirto, i romani e i sabini poterono riconciliarsi dopo il famoso ratto delle Sabine.

Ancora oggi, in Germania, la pianta di mirto è considerata beneaugurante in occasione di matrimoni.

Proprietà e usi

Anche se oggi il mirto è conosciuto solo per il tipico liquore sardo, questa pianta ha avuto notevoli utilizzi già dall’antichità.

Durante il medioevo dalle sue bacche si ricavava un profumato distillato, la famosissima Acqua degli Angeli.
Veniva, inoltre, anche utilizzato come inchiostro.

Oggi, dalla pianta del mirto, si ricava il mirtolo, un olio essenziale ricco di mirtenolo, geraniolo e canfene, oltre a tannini e resine, dalle molteplici proprietà balsamiche, antinfiammatorie, astringenti e antisettiche.

In fitoterapia viene utilizzato per la cura di affezioni dell’apparato digerente e del sistema respiratorio ed è impiegata come ingrediente delle creme cosmetiche.

È un ottimo rimedio naturale per curare disturbi come la cistite, le emorroidi o i problemi gengivali.

Le foglie possono esser utilizzate per preparare infusi, indicati in caso di diarrea o emorragie, o decotti, consigliati per bronchiti o infiammazioni.

In cucina, oltre alla produzione del liquore, foglie e rametti aromatizzano piatti a base di carne e selvaggina.

Riproduzione della pianta di mirto

La riproduzione della pianta di mirto può avvenire o per seme o per talea.

La riproduzione per seme è sicuramente la più semplice ed economica, ma bisogna aspettare molti anni per avere una pianta abbastanza vigorosa e una buona produzione. Per questo, generalmente, si predilige la riproduzione per talea. Ovviamente si può anche acquistare in un vivaio specializzato una pianta di mirto già formata, ma vuoi mettere la soddisfazione di far nascere la propria pianta di mirto?
Vediamo le due tecniche.

  • La riproduzione della pianta di mirto da seme va effettuata in inverno, utilizzando bacche ben mature e seminandole subito dopo la raccolta, altrimenti perdono il loro potere germinativo. Le bacche vanno interrate a circa 2 cm di profondità in vasetti o nelle vaschette da semenzaio, riempiti con un mix di terriccio per piante acidofile e sabbia.
    I vasetti vanno tenuti in un luogo riparato dal freddo e la messa a dimora definitiva può avvenire già ad autunno dello stesso anno.
  • La riproduzione della pianta di mirto da talea ha il vantaggio di creare piante più resistenti e produttive entro 2 anni. In primavera, quando è in piena attività vegetativa, si devono prelevare da una pianta di mirto dei rami semi-maturi di circa 20 cm, preferibilmente senza fiori.
    I rami vanno interrati in vasi contenenti un mix di torba e sabbia e, per favorire la radicazione, bisogna mantenere il terriccio sempre umido.
    Posizionare il vaso in una posizione soleggiata e nella primavera successiva mettere a dimora in piena terra la piantina di mirto.

Messa a dimora

È meglio evitare di mettere a dimora la pianta di mirto in periodi troppi freddi o troppo caldi, perché la pianta potrebbe soffrire nell’adattamento al nuovo habitat. Il periodo migliore per trapiantare il mirto è l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre, o l’inizio della primavera, tra marzo e aprile.

Prima di effettuare il trapianto è necessario lavorare bene la terra per almeno 50 cm in profondità, per eliminare le eventuali zolle dure che potrebbero ostacolare lo sviluppo delle radici che sono molto estese. Dopo questa operazione e aver scavato le buche, è sempre consigliabile fertilizzare il terreno con del concime azotato a lenta cessione.

Se vuoi piantare un mirteto, devi posizionare le piantine a un metro di distanza l’una dall’altra e mantenere tre metri tra le file, per raccogliere i frutti comodamente. Invece, se vuoi fare una siepe, le piantine possono essere distanti 40 cm, per creare una barriera continua.

Terreno

Anche se cresce spontanea in natura, la pianta di mirto non gradisce terreni calcarei o poco drenati e predilige un terreno con PH neutro o leggermente acido. Ideale è un composto formato da due parti di torba e una di sabbia.
L’importante è che il terreno sia ottimamente drenato e che le precipitazioni abbiano modo di essere assorbite senza creare ristagni idrici, condizione molto pericolosa per la salute della pianta.

Esposizione

La collocazione ideale per la pianta di mirto è quella che riproduce la macchia mediterranea, il suo habitat naturale.
Ama un clima mite e un’esposizione in pieno sole, anche se sopporta bene anche la mezz’ombra in luoghi particolarmente caldi. Ha una scarsa resistenza al freddo intenso troppo prolungato e non sopporta temperature che scendono al di sotto dei 5°. Inoltre non tollera i venti freddi e forti.

Annaffiature

La pianta di mirto sopporta brevi periodi di siccità.
È tuttavia necessario annaffiare con regolarità le piante più giovani e durante il periodo estivo, lasciando sempre asciugare il terreno tra un’innaffiatura e l’altra.

Concimazione

La pianta di mirto non richiede una concimazione specifica. Tuttavia, se si vuole avere uno sviluppo rigoglioso, in primavera si può aggiungere al terreno un concime a base di azoto e potassio.

In alternativa, si può apportare nutrimento con sostanze organiche, come compost domestico, letame maturo o humus di lombrico.

Potatura

La pianta di mirto non necessita di eccessivi interventi di potatura, tranne se si vuole fare sviluppare la pianta a forma di alberello, e in questo caso, gli interventi di potatura e di manutenzione sono decisamente impegnativi.

La cosa migliore è far crescere la pianta di mirto assecondando la sua forma naturale, a cespuglio.
In questo caso alla fine dell’inverno, verso marzo, è sufficiente sfoltire i rami più alti e quelli danneggiati dalla pioggia e dal vento ed eliminare i rami secchi e vecchi.

Coltivazione della pianta di mirto in vaso

La pianta di mirto può essere coltivata anche in vaso, se si ha poco spazio e si vuole comunque abbellire e profumare terrazzi o balconi.

Le cure colturali sono le stesse della pianta di mirto coltivata in piena terra, con qualche differente accortezza. Inoltre, la coltivazione in vaso ha il vantaggio di permettere di spostare l’arbusto in una zona riparata per proteggerlo dal freddo eccessivo ed è perciò più adatta se si vive in zone dove l’inverno non è mite.

In primo luogo va scelta una varietà dalle dimensioni più ridotte.

Inizialmente bisognerà scegliere un vaso che misuri almeno 50 cm di altezza e altrettanto di diametro, per permettere alle estese radici del mirto di potersi sviluppare comodamente. Il vaso andrà cambiato con uno più grande, ogni volta che la crescita della pianta lo renderà necessario. L’operazione di rinvaso va effettuata a marzo o a settembre.

Va bene utilizzare del semplice terriccio universale, con una base di argilla espansa per evitare i ristagni d’acqua.
Una volta terminata la crescita, si potrà sostituire annualmente solo il terreno.

Malattie

La pianta di mirto è rustica e, generalmente, molto resistente.
Può accadere, tuttavia, che venga attaccata da afidi o cocciniglie, che si possono facilmente debellare con un apposito olio anticoccidico, reperibile in tutti i negozi di giardinaggio.

Ultime curiosità

Il più vecchio esemplare di Myrtus communis si trova all’Orto botanico di Pisa, in un settore chiamato proprio Orto del Mirto.
Grazie alla sua intensa attività pollonifera, la pianta di mirto è una delle prime specie che riprendono a vegetare dopo un incendio.