Alberi da frutto

Melograno: coltivazione antica di un frutto dalle molteplici proprietà

coltivazione del melograno

Il melograno, dalla coltivazione molto antica, è un frutto che viene considerato oggi di minore importanza, ma che in realtà nasconde molteplici proprietà antinfiammatorie e benefiche per il nostro organismo ed è un potente antiossidante naturale.

Inoltre il melograno ha una coltivazione molto semplice ed è anche bello a scopo ornamentale, con i suoi grandi fiori arancio-rossi molto appariscenti, che sbocciano dalla primavera fino all’estate e i suoi rami carichi di frutti.

Il melograno, conosciuto anche come pomo granato, è un frutto originario dell’Asia orientale ed era coltivato già dagli antichi Babilonesi, Egizi e Fenici e che poi, in seguito alle conquiste dell’Impero Romano, si è diffuso lungo tutte le coste del Mediterraneo.

Il suo nome botanico è Punica granatum e appartiene alla famiglia delle Punicaceae.
A seconda delle varietà e del metodo di coltivazione, il melograno può avere un portamento arboreo o arbustivo, ma non raggiunge mai dimensioni eccessivamente ingombranti. Infatti cresce massimo fino ai 2-3 metri d’altezza e si estende per circa 1-1,5 metri.

Il melograno è una pianta sempreverde, che però nel nostro territorio si comporta come una pianta caducifoglia.

Sviluppa foglie coriacee di colore verde scuro e dalla forma stretta e allungata.

A seconda delle zone di coltivazione, il melograno fiorisce da giugno a settembre. I fiori sono molto decorativi e appariscenti e si presentano alla terminazione dei rami, isolati o raccolti a mazzetti. Hanno la forma di un calice, con la corolla di colore rosso acceso esternamente e giallo all’interno.

Dopo quanti anni fruttifica il melograno

Il melograno fruttifica dopo il terzo o quarto anno di età e rimane produttivo per oltre trenta anni.

Il frutto, chiamato melagrana e anche balaustra, è una grossa bacca tondeggiante dalla buccia spessa e di colore rosso o giallo, che contiene piccoli semi separati da membrane biancastre non commestibili.

La parte buona da mangiare è solamente lo strato lucido e rosso che circonda i semi interni bianchi e duri e che è composto non solo da acqua, ma anche da vitamina C e B, fosforo, sodio, magnesio, ferro, fibre e proteine.

Melograno: varietà

Il melograno si divide in due specie fondamentali

  • la Punica Nana, che comprende tutte le varietà di tipo ornamentale, che si caratterizzano per una fioritura prolungata e producono piccoli frutti non commestibili.
  • la Punica Granatum, che sono le varietà da frutto.

Tra le varietà da frutto le più diffuse sono soprattutto quelle della coltivazione intensiva in Sicilia, mentre le varietà toscane, come per esempio la “melagrana di Firenze” un tempo molto diffusa, oggi hanno perso mercato e sono coltivate solo per hobby.

Le migliori varietà da frutto sono

  • Wonderful, di origine americana, ma che da alcuni anni si sta coltivando anche in Sicilia. Produce frutti molto grandi che maturano ad ottobre e hanno un succo molto dolce.
  • Dente di cavallo, dal frutto medio di colore rosso sfumato.
  • Selinunte, di origine siciliana, come fa intuire il suo nome.
  • Dolce di Sicilia, anch’essa dal sapore molto dolce e perciò adatta per il consumo fresco.

Melograno: coltivazione in vaso

Il melograno può essere coltivato sia nell’orto che in vaso.

Le varietà nane, con le loro dimensioni ridotte che non superano il metro d’altezza, sono perfette per la coltivazione in vaso del melograno.

Il melograno, nella coltivazione in vaso, richiede le stesse cure colturali degli esemplari coltivati in piena terra. Vuole solo un vaso di dimensioni adeguate, che va sostituito ogni due anni almeno con un vaso di dimensioni maggiori per consentire la crescita delle radici.

Melograno coltivazione: talea e messa a dimora

Il periodo migliore per iniziare la coltivazione del melograno è in primavera, quando le temperature iniziano a salire e sono finiti i periodi eccessivamente piovosi.

La tecnica migliore per avere un esemplare di melograno da impiantare è la talea.

  • Al principio dell’autunno si prende un ramo semilegnoso di almeno un anno di età e si sistema in un composto di terriccio torba e sabbia. La messa a dimora può avvenire nella primavera successiva.
  • Poi prepara una buca ampia e molto profonda.
  • Concima il fondo con compost o letame maturo.
  • Sistema la pianta nella buca, riempila con la terra di scavo e compatta bene prima di innaffiare.
  • Se invece l’impianto viene realizzato con una pianta a radice nuda è bene prima della messa a dimora immergere l’apparato radicale per almeno un paio d’ore in un composto di acqua, letame fresco, sabbia e terra.

Melograno coltivazione: esposizione

Il melograno soffre con temperature eccessivamente rigide e predilige un clima caldo-temperato.
Vuole un’esposizione soleggiata e riparata dalle piogge forti e soprattutto dalle grandinate che potrebbero rovinare i frutti durante il periodo della maturazione.

Melograno coltivazione: terreno

Il melograno cresce bene in terreni sciolti e soprattutto ben drenati, in quanto teme molto i ristagni idrici.
È consigliabile aggiungere sabbia a terreni molto argillosi, mentre non creano problemi terreni calcarei o carenti di ferro, perché il melograno ha un’ottima capacità di assorbire elementi nutritivi anche in condizioni disagevoli.

Melograno coltivazione: innaffiature

Il melograno va innaffiato con regolarità, soprattutto nei periodi estivi o di prolungata siccità per garantire una buona fruttificazione.

Va bene un’irrigazione ogni 10 giorni circa, mentre un eccesso potrebbe causare un marciume radicale con una conseguente perdita di qualità dei frutti.

L’acqua va fornita solo alle radici ed è bene non bagnare eccessivamente il tronco.

Melograno coltivazione: concimazione

Il melograno va concimato subito dopo la messa a dimora, per favorire il consolidamento della pianta.

Un buon concime deve contenere azoto, potassio e fosforo in parti uguali e, quando la pianta è giovane, ne vanno somministrati 20 grammi ogni 2-3 mesi.

In età matura si può utilizzare compost o letame organico almeno due volte l’anno

Come e quando potare il melograno

La potatura del melograno è un’operazione delicata e indispensabile e serve ad eliminare i polloni che crescono alla base della pianta, che sottraggono sostanze nutrienti indispensabili alla crescita del melograno.

La potatura del melograno ha lo scopo di favorire la formazione dei fiori e dei frutti, che avviene nella parte finale dei rami. Per questo bisogna prestare attenzione a non accorciarli eccessivamente, per non compromettere in maniera drastica lo sviluppo della pianta.

La potatura va effettuata dopo la raccolta, alla fine dell’inverno, verso gennaio e febbraio.

Per eliminare o tagliare i rami secchi o quelli che danneggerebbero la pianta ed evitare ulteriori danni, utilizzare sempre degli strumenti da giardinaggio adeguati come le cesoie, per tagliare piccoli rami, e segaccio per quelli più grandi.

Inoltre, la potatura del melograno è necessaria per dargli la forma di base con la quale si vuole farlo crescere, a cespuglio o ad alberello. La forma a cespuglio è migliore sotto l’aspetto estetico, mentre quella ad alberello è più pratica per una coltivazione del melograno a scopo di raccolta dei frutti.

  • Nella crescita a cespuglio la potatura si limita ad accorciare i rami più lunghi e sporgenti e quelli secchi o rovinati, conservando la crescita naturale della pianta.
  • Nella crescita ad alberello, la potatura inizia già nei primi anni. Si scelgono uno o più tronchi principali e si eliminano costantemente tutti i polloni che nel tempo cresceranno alla base.

Ultima curiosità

Da tempi antichissimi il melograno, per la particolarità dei suoi numerosi semi e il suo colore rosso acceso, è simbolo di abbondanza, fertilità e passione.

Esistono numerosissime leggende in tutte le culture che raccontano la nascita del frutto del melograno.

Una delle tradizioni che troviamo ai giorni nostri è quella di regalare una melagrana a Natale e mangiarla insieme alla famiglia come auspicio di buona fortuna e prosperità.