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Il Fico d’india: tutto quello che c’è da sapere

fico d'india

Conosciuto già ai tempi degli Aztechi, che lo coltivavano e commercializzavano per le sue proprietà, il fico d’india (Opuntia ficus-indica) è una pianta succulenta appartenente alla famiglia delle cactacee e al genere opuntia.

Seppur originario del centroamerica, data la sua particolare resistenza alla siccità, il fico d’india si è presto diffuso in tutte le zone temperate del pianeta.

Dotato di una struttura molto particolare dove i rami sono composti da “pale” unite tra di loro (cladodi), di forma appiattita e ovaliforme, che assumono l’aspetto e la funzione di una foglia.

Origini del Fico d’india

Conosciuto fin dall’antichità e originario dell’America centrale, come abbiamo già accennato, si suppone che il fico d’india sia arrivato nel vecchio continente nello stesso periodo in cui Cristoforo Colombo fece ritorno dalla sua spedizione.

Tuttavia i primi scritti su questa pianta risalgono a circa mezzo secolo più tardi il 1535, per merito di uno storico e naturalista spagnolo, Gonzalo Fernández de Oviedo y Valdés che ne fece appunto una descrizione dettagliata di questa inconsueta pianta.

La sua diffusione è stata rapida, il fico d’india si diffuse velocemente conquistato tutte le zone temperate del Mediterraneo, infatti, anche nel nostro bel paese, non è difficile incontrarlo soprattutto nelle regioni più calde come Campania, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Fico d’india: caratteristiche

Pianta succulenta, il fico d’india può raggiungere anche i 5 metri d’altezza in un ambiente a lui favorevole.

Il fusto di questa pianta, come abbiamo già accennato, è composto da rami che assumo l’aspetto e forma ovaliforme e la funzione delle foglie, i cladodi, chiamate comunemente pale, difatti svolgono la fotosintesi clorofilliana al posto delle vere foglie.

Anche se esistono varietà senza spine, i cladodi (pale) del fico d’india in genere ne sono pieni, lunghe dai 2 ai 4 cm di colore biancastro, si presentano ben piantate e disposte a gruppetti.

Le foglie di questa pianta sono molto piccole, di forma conica e lunghe appena qualche millimetro.

A forma di coppa e con bellissime tonalità di colore giallo-arancio, I fiori del fico d’india spuntano numerosi sui margini delle foglie ben esposte al sole. Il periodo di fioritura del fico d’india è quello primaverile da Aprile – Maggio.

I frutti sono bacche carnose, la cui grandezza e forma può variare a seconda delle varietà e dal periodo di crescita, di conseguenza il peso può variare da 150 a 400 g.

Anche il colore cambia a seconda delle varietà, come nella varietà sulfarina che si presenta giallo-arancione, mentre diventa rosso porpora nella varietà sanguigna e di colore bianco nella muscaredda.

Dall’ottimo sapore, specialmente se mangiati freddi, i frutti del fico d’india, sono commestibili.

Molto dolci e dotati di una buccia carnosa e spinosa, contengono un gran numero di semi, circa 300 per un frutto di medie dimensioni.

Fico d’india: coltivazione e cura

Pianta molto rustica e resistente alla siccità, il fico d’india appartiene a quelle piante che sono definite di facile coltivazione, non avendo bisogno di particolari attenzioni.

Esposizione

Essendo una pianta originaria di zone calde, predilige luoghi soleggiati e molto caldi, anche se ben si adatta anche a luoghi temperati. Pur essendo molto resistente, il fico d’india teme il freddo e luoghi in cui la temperatura scende al di sotto dei 5 gradi.

Terreno

È una pianta molto rustica che ben si adatta a qualsiasi tipo di terreno pur preferendo quelli leggeri o grossolani, senza ristagni idrici.

Concimazioni

Il fico d’india è una pianta che non necessita di particolari concimazioni, volendo una volta l’anno possiamo dargli un aiuto con solfato di potassio nel periodo invernale tra novembre e gennaio.

Annaffiature

Solo nel primo periodo di messa a dimora della pianta, poi si accontenta dell’acqua piovana.

Potatura del fico d’india

La potatura serve sostanzialmente a contenere la pianta e ad impedire il contatto tra i cladodi, nonché ad eliminare quelli malformati o danneggiati, da eseguirsi preferibilmente in primavera o a fine estate.

Dato che le pale del fico d’india sono coperti da spine piuttosto grandi, ricordarsi di usare guanti ed attrezzi da giardinaggio adeguati.

Fico d’india: moltiplicazione e propagazione

La propagazione e moltiplicazione del fico d’india avviene per talea, si tagliano longitudinalmente in due parti i cladodi di uno o due anni, vengono poi lasciati essiccare per alcuni giorni e immessi successivamente nel terreno, dove radicano facilmente.

La moltiplicazione del fico d’india può anche avvenire per seme, ma a differenza del primo metodo risulta molto lunga e poco efficace dato che le piante cosi ottenute  avranno caratteristiche differenti dalla pianta madre, di conseguenza raramente utilizzata.

Fico d’india proprietà

Frutto dalle straordinarie proprietà, il fico d’india è ricco di vitamine, in special modo la vitamina C e minerali tra cui magnesio e potassio.

In particolare, il fico d’india contiene molte fibre, utili alla regolazione dell’assorbimento intestinale contrastando cosi il problema della stitichezza. L’apporto di potassio è apprezzabile, così come quello di antiossidanti.

Grazie alla presenza di ottime quantità di fibra viscosa, consumati regolarmente aumentano il senso di sazietà. Risultano utili anche per assimilare meno grassi e zuccheri e quindi particolarmente adatti per le diete.
Favoriscono inoltre la diuresi, riducendo il rischio di calcoli renali.

Fico d’india simbologia

Aveva già un forte valore simbolico per gli Aztechi nell’antichità, il fico d’india simboleggia oggi la circospezione, per la sua forma e la presenza delle numerose spine sulle sue pale e proprio per la difficoltà nel cogliere i suoi frutti.