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Piantine di peperone: come coltivare questo ortaggio succulento

Piantine di peperone: come coltivare questo ortaggio succulento

Oggi in questo articolo parleremo delle piantine di peperone e di come coltivare i peperoni.

Le piantine di peperone possono essere coltivate nei nostri orti, e, perché no, anche in vaso sui nostri balconi, per regalarci tutto il gusto e i colori di questa verdura dalle grandi proprietà benefiche.

Il peperone è un ortaggio originario del Centro e Sud America. Arrivato in Europa in seguito alla scoperta del Nuovo Mondo da parte di Cristoforo Colombo, riscosse subito un grande successo e la sua coltivazione si diffuse in breve tempo anche nel nostro continente.

Il peperone appartiene alla vasta famiglia delle Solanaceae, la stessa in cui si annoverano anche patate, melanzane e pomodori.

Piantine di peperone: caratteristiche botaniche

Le piantine di peperone non superano il metro di altezza. Hanno un fusto erbaceo eretto e ramificato, che con il tempo assume una consistenza legnosa.

La radice del peperone non arriva a grosse profondità ed è formata da un fittone centrale che si ramifica in varie radici secondarie.

Le foglie sono ovali e lanceolate, di un deciso colore verde e hanno l’importante compito di proteggere le piantine di peperone dai raggi del sole.

Il peperone sviluppa fiori bianchi solitari con all’interno un calice verde.

Il frutto, ossia il peperone come lo conosciamo, è una bacca carnosa dalla forma allungata o più arrotondata, attaccato alla pianta attraverso a uno spesso peduncolo. All’inizio della maturazione si presenta di colore verde, per poi diventare rosso o giallo, a seconda della varietà.

Il frutto contiene al suo interno piccoli e numerosi semi piatti e giallastri. Se conservati in maniera adeguata i semi conservano le loro capacità germinative anche per 2 anni.

Peperone: varietà

La varietà più coltivata in Italia è il peperone dolce che appartiene alla specie Capsicum Annum. All’interno di questa ci sono molte cultivar che producono frutti di diversi colori, rossi, gialli o verdi, e di diverse grandezze.

Generalmente vengono però suddivisi in base alla loro forma. Abbiamo cosi

  • Il peperone di tipo quadrato, come il Dolce di Nocera, il Braidese o il Topepo. In questa categoria il più diffuso è il Quadrato d’Asti, dalla forma quadrata, con tre o quattro punte e una polpa carnosa dal sapore molto dolce.
  • Il peperone di tipo allungato, come il Lungo Marconi, il Lungo di Nocera, il Lungo di Chiasso, il Verticus, la Proboscide d’elefante. Il più conosciuto tra questi è il Corno di Toro, varietà dalle dimensioni circa di 20 cm, con colorazione dal verde al giallo e rosso e con una forma conica molto allungata.
  • Vi sono poi anche le singole varietà regionali di peperone La più caratteristica è il Peperone di Senise, una pianta simile al Corno di Toro, ma più rustica, con una polpa più sottile e un minore contenuto d’acqua, che lo rende una varietà molto adatta all’essicazione al sole.

Come coltivare i peperoni

Si può scegliere di acquistare una piantina di peperone presso un vivaio specializzato oppure partire dal seme.

Il trapianto in pieno campo non deve avvenire mai prima di aprile, o comunque quando sono scongiurate gelate, che comprometterebbero irreparabilmente la crescita della piantina di peperone.
Se si decide, invece, di partire dal seme, bisogna tenere presente che i semi di peperone hanno bisogno di temperature elevate per germinare e ci vogliono, inoltre tra i 45 e i 60 giorni per avere una piantina di peperone pronta per il travaso. Bisogna, quindi, anticipare la semina a febbraio, provvedendo ad allestire un semenzaio riscaldato, come il classico contenitore di polistirolo da posizionare in un luogo protetto.

Bastano 2-3 semi per ogni singolo alveolo, che va riempito con un misto di torba e vermiculite agricola.

Bisogna innaffiare i semi con regolarità, per tenere il terreno sempre umido, ma mai fradicio, perché un ristagno idrico farebbe marcire i semi. Ci vogliono all’incirca 10 giorni perché i semi inizino a germinare.

Quando il germoglio ha sviluppato la terza fogliolina e raggiunto i quindici centimetri, la piantina di peperone può essere trapiantata nella sua destinazione definitiva, in piena terra nell’orto o in un vaso grande in terrazzo.

Il trasferimento a dimora varia a seconda delle zone geografiche. Le piantine di peperone hanno bisogno di temperature che non scendano al di sotto dei 15° la notte. Perciò al sud si può trapiantare in pieno campo già a marzo, mentre, salendo verso il nord, bisogna posticipare ad aprile-maggio.

Per una crescita ottimale delle piantine di peperone, queste vanno trapiantate in fila con una distanza di almeno 50 centimetri tra le singole piantine, mentre la distanza tra le file deve essere di circa 70 centimetri.

Inoltre, le piantine di peperone hanno bisogno di essere sorrette da sostegni e legature, per aiutarle a sopportare il peso del frutto e non spezzarsi. I tutori possono essere di diversi tipi

  • delle canne di bambù, con cui creare una struttura portante;
  • una rete a maglia quadra da stendere orizzontalmente lungo la fila a 50 centimetri dal terreno;
  • pali in legni alti almeno 2 metri e piantati nel terreno a 2 metri di distanza tra loro. Tra questi pali si intreccia un filo di nylon apposito per giardinaggio o dello spago in yuta, che serva da sostegno per legare le piantine di peperone.

Piantine di peperone in vaso

Il peperone può essere anche coltivato in vaso, per allestire un piccolo orto domestico.

Bisogna utilizzare un vaso di dimensioni adeguate, profondo minimo 30 centimetri e con altrettanti di diametro. Sul fondo va distribuito uno strato di argilla espansa per evitare ristagni idrici e il vaso va riempito con terriccio e compost maturo o humus di lombrico.

Piantine di peperone: clima

Le piantine di peperone crescono bene con climi caldi o temperati.

Hanno bisogno di una posizione soleggiata ma non eccessivamente esposta ai raggi del sole nelle ore più calde, perché si rischia di causare una vera e propria “scottatura dei frutti”, che forma macchie colorate che poi seccano.

Soffrono, inoltre, molto le eccessive escursioni termiche e hanno bisogno di temperature che non superino i 26°C di giorno e non scendano al di sotto dei 15° C di notte.

Piantine di peperone: terreno

Il peperone vuole un terreno sciolto, sabbioso, ricco di sostanze nutritive, soprattutto calcio, e con un ph compreso tra 5,5 e 7.

È molto utile predisporre una vangatura profonda prima del trapianto per favorire un efficiente drenaggio dell’acqua. I ristagni idrici sono infatti decisamente dannosi per le piantine di peperone.

Piantine di peperone: innaffiature

Le piantine di peperone hanno necessità di un’irrigazione costante, perché una carenza d’acqua potrebbe compromettere la fioritura e la produzione dei frutti. Allo stesso tempo, temono i ristagni idrici, che causano il marciume o l’asfissia radicale, con la conseguente morte della piantina di peperone. Mentre l’irrigazione dall’alto potrebbe favorire l’insorgere di malattie crittogamiche.

Tradizionalmente si scavano dei solchi tra le file dove far scorrere l’acqua dell’irrigazione.

La soluzione migliore è un sistema di irrigazione automatizzato con gocciolatoi, per 10 minuti al giorno, da interrompere in caso di periodi piovosi.

L’orario migliore per procedere all’irrigazione sono sempre le prime ore del mattino o la sera dopo il tramonto.

Piantine di peperone: concimazione

Per assicurare alle piantine di peperone la crescita di frutti sani e gustosi, è molto importante la giusta concimazione.

I peperoni vogliono un terreno ricco di sostanza organica per uno sviluppo sano e rigoglioso.

Per questo prima del trapianto è bene arricchire il terreno con dello stallatico maturo, del compost domestico o dell’humus di lombrico. Prima della fioritura si possono aggiungere al terreno microelementi come manganese, fosforo e potassio, attraverso un concime granulari a lenta cessione da distribuire intorno al colletto della pianta. Questo aiuterà la piantina di peperone a produrre frutti succosi e saporiti.

Piantine di peperone: raccolta

Per avere una produzione che si protragga nel tempo, il peperone va raccolto in maniera scalare.

Il peperone inizia a maturare dopo circa 60 giorni dall’inizio dello sviluppo dei frutti, ma completa la sua colorazione solo dopo 80-90 giorni. Per favorire lo sviluppo degli altri frutti, la raccolta può avvenire anche un po’ prima della completa maturazione, perché il peperone continuerà il suo viraggio anche lontano dalla pianta madre e il colore verde è solo indice che contiene meno licopene, ma non cambia nulla a livello alimentare.

La raccolta va effettuata con delle forbici molto affilate, come quelle per l’uva, perché se il peduncolo viene strappato si rischia di danneggiare la piantina di peperone e provocare la prematura marcescenza del peperone.

Ultima curiosità

Anche nel regno vegetale esiste la distinzione tra maschi e femmine e il peperone ne è un esempio.

Se il peperone si presenta con 3 punte è maschio, contiene più semi al suo interno ed è più adatto per essere fritto. Se ha, invece, 4 punte è femmina, ha un sapore più dolce ed è ottimo per la cottura al forno.