Orto

Coltivazione mirtilli: elisir di lunga vita

coltivazione mirtilli

La coltivazione dei mirtilli, negli ultimi anni, sta riscuotendo sempre maggiore interesse, grazie alle numerose proprietà curative dei frutti, ricchi di antiossidanti e vitamina C.

Per questo la coltivazione dei mirtilli può essere un’idea davvero interessante da realizzare anche nell’orto domestico.
Infatti, i mirtilli, possono essere coltivati con soddisfazione e facilità nell’orto, perché sono resistenti al gelo e hanno bisogno di pochissime cure. Inoltre sono perfetti anche per creare siepi e decorare il giardino.

Il mirtillo è un arbusto rustico a portamento cespuglioso, caratteristico delle zone di montagna, che produce piccoli e dolcissimi frutti.

Appartiene alla famiglia delle Ericaceae e al genere Vaccinium e comprende circa 130 specie diverse.
Le varietà più conosciute, e quelle che più comunemente consumiamo sono:

  • Il mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum), pianta nativa del nord America, può raggiungere l’altezza di 1-2 m e sboccia in primavera con fiori bianchi e rosati, e frutti riuniti in grappoli di colore nero-azzurro. È molto resistente alle basse temperature ed è il più indicato e il più semplice da coltivare.
  • Il mirtillo blu (Vaccinium uliginosum), forse il più noto e diffuso, nasce spontaneamente in Europa. La pianta è alte fino a 25 cm e produce fiori bianco-rossi e frutti dalla buccia blu e dalla polpa insapore.
  • Il mirtillo nero (Vaccinuim myrtillus), pianta di origine europea, alta da 20 a 40 centimetri, e, per questo, molto adatta come pianta da giardino o da appartamento. Presenta bacche nere e produce i suoi frutti tra luglio e agosto.
  • Il mirtillo rosso (Vaccinium vitis idaea), pianta alta dai 10 ai 40 cm, con bacche rosse e amarognole e fiori bianchi e rosa.

Coltivazione dei mirtilli

La coltivazione di mirtilli domestica può essere facilmente avviata, perché sono frutti con poche pretese.
Tutte le diverse varietà di mirtillo presentano caratteristiche simili e richiedono le stesse cure colturali.

Si può cominciare la coltivazione partendo dai semi di mirtillo, ma questa pratica è meno efficace, perché i semi sono molto piccoli e germogliano con difficoltà. Ma, se vuoi provare questa tecnica, è meglio mettere più di un seme in un vasetto a inizio primavera, e poi magari separare e trapiantare le piantine che sono riuscite a spuntare.

Conviene comprare una piantina in un vivaio e poi, trapiantarla direttamente nell’orto, tra settembre e maggio, quando la terra non è gelata o molto dura. Bisogna scavare una buca non molto profonda, che si può riempire con una manciata di torba e una di humus di lombrico. Le giovani piantine vanno poi innaffiate con abbondanza, continuando con regolarità nelle tre settimane successive al trapianto.

Moltiplicazione per talea

La tecnica migliore per avere una pianta di mirtillo e il metodo della talea.

  • A inizio primavera, stacca un ramo dalla pianta madre.
  • Mettilo in un vasetto pieno di terreno sufficientemente acido.
  • Innaffia spesso e non far mai seccare le radici.
  • Una volta germinata, trapianta la tua piantina a fine estate.

Clima

La pianta di mirtillo predilige climi freddi e resiste senza problemi anche a inverni rigidi con temperature di – 30°. Soffre di più il caldo, ma nelle zone di montagna, con temperature fresche e miti, può stare anche in pieno sole. L’importante è che sia sempre al riparo dal vento.

Terreno

Il giusto terreno è il solo aspetto su cui il mirtillo richiede più attenzione.
Il mirtillo, come tutti i frutti di bosco, è una pianta che vegeta bene in un terreno acido, con un pH compreso tra 4.5 e 5.3. Si può correggere l’acidità del terreno con l’aggiunta di torba o un poco di zolfo, ma, in alternativa, c’è anche chi utilizza semplicemente fondi di caffè, aghi di pino o foglie di quercia.
Il terreno deve essere poco calcareo e sciolto, in modo da evitare ristagni idrici e favorire l’assorbimento dell’acqua.

Irrigazione

La pianta di mirtillo ha un apparato radicale superficiale ed espanso.
Non bisogna mai fargli mancare l’acqua, soprattutto nella fasi vegetativa e della maturazione dei frutti.
Inoltre, il mirtillo ama tenere le radici sempre al fresco e, per questo una classica pacciamatura naturale, con corteccia, torba e foglie, è un buon accorgimento per mantenere il terreno umido ed evitare anche la diffusione di erbe infestanti.

Concimazione

Al momento dell’impianto, va effettuata una concimazione di preparazione del suolo, che varia a seconda del ph del terreno.
Poi, in autunno o fine inverno, prima della ripresa vegetativa, si può aggiungere sostanza organica nutritiva, come letame maturo, da spargere alla base della pianta.
Si può anche aggiungere torba acida, se è necessario mantenere un giusto livello di acidità del terreno.

Potatura

Nel primo anno di vita, va effettuata sulla pianta di mirtillo, una potatura di formazione, poco profonda, che serve a mantenere la chioma lineare.
A partire dal terzo anno, dopo l’inverno, va eseguita una potatura di fruttificazione. Vanno eliminati i rami centrali che intersecano i rami fruttiferi, così da non limitare la crescita dei frutti e favorire una migliore circolazione dell’aria.
Inoltre, a fine estate, bisogna eliminare i rami secchi e malati.

Perché i mirtilli fanno bene

I mirtilli sono un vero e proprio elisir di lunga vita: ricchi di vitamina A e C, antiossidanti, acqua e zuccheri semplici. Innumerevoli sono le sue proprietà.

Contengono acido citrico che svolge un azione protettiva sulle cellule, acido gamma-linolenico utile al sistema nervoso, acido folico e antociani che rafforzano il tessuto connettivo, migliorano l’elasticità e controllano i radicali liberi. Per finire, l’acido idrocinnamico neutralizza le cellule cancerogene.

Inoltre, svolgono una funzione rinfrescantediureticaantiossidante e disinfettante delle vie urinarie.
Come se non bastasse, i mirtilli fanno bene agli occhi, perché favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica e migliorano la vista in caso di poca luce.