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Mesembriantemo: fiori vivaci per una pianta grassa

mesembriantemo

Il mesembriantemo è una pianta succulenta, ossia grassa, originaria del Sudafrica molto diffusa ed apprezzata in Italia per la sua vivace e rigogliosa fioritura.

Il suo nome botanico è Mesembryanthemum e appartiene alla famiglia delle Aizoaceae. Ne esistono 100 diverse specie.

È facile da coltivare sia in vaso che in piena terra e trova ottima sistemazione soprattutto nei giardini rocciosi e in quelli costieri, dove si sviluppa come un cespuglio tappezzante dai vivaci colori.

Il mesembriantemo fiorisce dal mese di maggio fino ad ottobre. La singolare particolarità dei suoi fiori è che si aprono nelle mattine soleggiate e si richiudono al calare del sole.
Infatti il significato del suo nome è “fiore che si apre a mezzogiorno”. Deriva dal greco “mesembria”, cioè “metà del giorno” e “anthemon”, fiore.

Fai, però molta attenzione alle radici di questa pianta: contengono una sostanza alcaloide che, se ingerita in grandi quantità, può portare al delirio.

Mesembriantemo: caratteristiche della pianta

Il mesembriantemo è una pianta succulenta perenne a portamento strisciante.
Ha una crescita molto veloce, si sviluppa più in larghezza che in altezza, non superando mai i 30 cm e formando grandi cespugli folti e compatti.

Le sue foglie sono strette e lunghe, di colore verde-grigio e ricoperte di un sottile strato di pruina, che è una particolare sostanza che non consente una eccessiva evaporazione. In questa maniera il mesembriantemo riesce a sopravvivere a periodi di siccità.

I suoi fiori hanno forma simile alle margherite e possono essere di diversi colori: rosa, rosso, bianco cremisi o anche giallo o arancione. Sono grandi massimo 5 centimetri di diametro e non vivono più di una settimana.

Altra caratteristica di questi fiori è che di giorno non hanno un particolare profumo, ma di notte emanano una gradevolissima fragranza.

Oltre ai piccoli fiori colorati, la pianta produce un piccolo frutto non commestibile. É una piccola capsula secca che si apre e si chiude a seconda dell’umidità ambientale e disperde nell’ambiente minuscoli semini.

Mesembriantemo: come curarla

Il mesembriantemo è una pianta che cresce anche in maniera spontanea. Non richiede, quindi, un eccessivo o particolare intervento dell’uomo.

Terreno

Il mesembriantemo può essere coltivato sia in vaso che in terra.

Poiché in natura lo troviamo in terreni aridi e rocciosi o sulle spiagge marine, è bene fornirgli un terreno ben drenato, possibilmente sabbioso. L’ideale è un misto di tipo universale mischiato con sabbia o ghiaia grossolana.

In vaso, invece, si può posizionare uno strato di sabbia sul fondo, seguito da terriccio e torba, così da favorire il drenaggio dell’acqua ed evitare dannosi ristagni idrici.

Inoltre, poiché sviluppa poche radici, se viene coltivato in vaso, è meglio scegliere fioriere o ciotole basse, così da permettere al terreno di asciugarsi più velocemente.

Anche se può sembrare strano, sono adatti anche terreni poco fertili, perché il mesembriantemo, piantato in un ambiente troppo ricco, produce più foglie che fiori.

Esposizione

Come tutte le piante grasse, il mesembriantemo ama un’esposizione in pieno sole e un clima temperato, ma teme il gelo invernale e le correnti d’aria.

Per questo è opportuno sistemarlo in un luogo soleggiato per molte ore al giorno, riparato dal vento.
Se si vive in un luogo con inverni rigidi, quando le temperature si abbassano troppo, bisogna spostare la pianta al coperto, ma sempre in posizione luminosa.

Innaffiatura

Il mesembriantemo non necessita di frequenti irrigazioni.

È, infatti, una pianta grassa, e, pertanto, è predisposta per immagazzinare acqua all’interno dei propri tessuti e sopportare il caldo e la siccità senza problemi.

Il mesembriantemo coltivato in piena terra si accontenta, quindi, delle acque piovane.
Vanno innaffiate, con moderazione, solo le piante più giovani o se si vede il terreno eccessivamente arido a causa di una prolungata siccità, per favorire la fioritura.

Il mesembriantemo coltivato in vaso va innaffiato più frequentemente, facendo sempre attenzione, però, che il terreno non resti mai eccessivamente umido.
In autunno-inverno, ossia quando la pianta entra in riposo vegetativo, l’apporto idrico va ridotto al minimo indispensabile.

Concimazione

Non è indispensabile concimare il mesembriantemo.

Questa pianta cresce, infatti, in natura in terreni piuttosto aridi e poveri di nutrienti.
Se il mesembriantemo viene messo a dimora in piena terra è bene piantarlo lontano da piante che richiedano terreni ricchi di humus e bisognosi di fertilizzazioni frequenti.

Solo nel caso di esemplari coltivati in vaso può essere utile somministrare una modesta quantità di concime granulare a lenta cessione durante il periodo vegetativo, da maggio a settembre, per favorire una crescita rigogliosa.

Mesembriantemo: malattie e parassiti

Il mesembriantemo è una pianta abbastanza resistente, ma tuttavia non è immune agli attacchi degli insetti, dei parassiti e alle malattie in generale.

Un’eccessiva umidità del terreno, causata da troppe innaffiature o piogge abbondanti, potrebbe portare muffe sulle foglie o marciume alle radici.

La muffa si presente con macchie sulle foglie, mentre il marciume ne causa l’ingiallimento e l’essicazione. Per evitare la muffa bisogna avere l’accortezza di innaffiare direttamente al piede della pianta, senza bagnare il fogliame e mantenere una sufficiente spaziatura tra uno stelo e l’altro.

Più raramente il mesembriantemo può essere colpito dagli afidi o dalla cocciniglia.
I primi rilasciano sulle foglie una sostanza che le rende appiccicose, mentre il secondo lascia sulla pianta macchioline bianche. In entrambi i casi è suggerito l’uso di un insetticida ad ampio spettro.

Ove possibile, è sempre consigliato di modificare l’esposizione della pianta, perché un’adeguata esposizione del mesembriantemo lo rende meno suscettibile agli attacchi di funghi e insetti.

Sia nel caso di malattie fungine che parassitarie oltre a nebulizzare la pianta con prodotti specifici a base di zolfo e olio bianco, si può anche ricorrere a prodotti biologici naturali come un antiparassitario al piretro o uno all’ortica.
Solo se la pianta è attaccata da un virus è necessario estirparla dal terreno e bruciarla, per evitare che contagi tutte le altre piante del giardino o di casa.