Giardino

Leccio albero maestoso protagonista di scenografici giardini e viali

leccio

Un albero cha abbiamo visto ed incontrato tante volte nei giardini e tra i viali dei parchi delle nostre città. Appartenente alla famiglia Fagaceae, il leccio, dal nome scientifico Quercus ilex, è un albero sempreverde molto longevo, diffuso nei paesi con clima mite del bacino del Mediterraneo.

Leccio: albero maestoso considerato sacro dai greci e dai romani

Albero che ha ispirato nel tempo numerosi poeti e letterati. Da Leopardi a D’Annunzio, da Dante Alighieri a William Shakespeare, il leccio, era anche considerato sacro dai romani ed era un simbolo di protezione e lunga vita. Infatti non a caso, il leccio, era associato a divinità come Zeus/Giove e Era/Giunone.

Diffusione e habitat naturale del leccio

Come abbiamo accennato, il leccio è un albero che cresce in tutte le zone miti del bacino del Mediterraneo, assente solo in Egitto (in Libia è stato probabilmente introdotto dall’uomo). La specie è comunque maggiormente diffusa nel settore occidentale, soprattutto in Algeria e Marocco, in tutta la Penisola Iberica (dove costituisce uno dei componenti principali della dehesa), nella Francia mediterranea e in Italia, dove forma boschi puri anche di notevoli dimensioni.

Nelle zone orientali, a partire dai Balcani, invece, si trova in boschi misti ad altre essenze forestali, spesso ben distanti tra loro, e solo in aree con un’adeguata umidità. Si trova, sempre consociato, anche lungo le coste turche del Mar Nero. In Italia è diffuso soprattutto nelle isole e lungo le coste liguri, tirreniche e ioniche. Sul versante adriatico le popolazioni sono più sporadiche e disgiunte (tranne che in Puglia, Abruzzo e Marche). Piccole popolazioni sono presenti anche sulle Prealpi lungo le coste dei laghi, sui Colli Euganei, in Friuli Venezia Giulia, in Romagna fino al Bolognese-Imolese e nel Bosco della Mesola nel ferrarese.

Il leccio è uno dei rappresentanti più tipici e importanti dei querceti sempreverdi mediterranei, ed è il rappresentante caratteristico del Quercetum ilicis, cioè la “foresta mediterranea sempreverde” o “foresta mediterranea di sclerofille” o semplicemente “foresta mediterranea” che si sviluppa nelle migliori condizioni di temperatura e piovosità, ossia nella fascia mediterranea temperata.

Per quanto riguarda il terreno questa specie non ha particolari esigenze. Preferisce però terreni non troppo umidi, con un buon drenaggio. Ha una crescita maggiore in terreni vulcanici e nelle zone costiere, mentre in terreni rocciosi calcarei ha una crescita minore. In zone più umide dell’entroterra ha una crescita stentata ed è sopraffatto spesso da specie più adatte.

Caratteristiche del leccio

Albero maestoso e molto longevo, potendo diventare plurisecolare, ed è a crescita molto lenta, adatto ad adornare, con la sua folta chioma, ampi giardini e viali cittadini. Per ovvie ragioni di dimensioni, il leccio è un albero poco adatto a piccoli spazi, in questi meglio scegliere alberi da giardino di piccole dimensioni.

Il fusto

Il leccio è un albero sempreverde e latifoglie, con fusto, singolo o diviso alla base, raramente dritto, raggiunge altezze considerevoli e può arrivare fino a 20–24 m. Può assumere aspetto di cespuglio qualora cresca in ambienti rupestri.

Leccio: fusto

Finemente screpolata in piccole placche persistenti di forma quasi quadrata, la corteccia del leccio è liscia e di colore grigio da giovane; col tempo diventa dura e scura quasi nerastra. I giovani rami dell’anno sono pubescenti e grigi, ma dopo poco tempo diventano glabri e di colore grigio-verdastri. Le gemme sono piccole, tomentose, arrotondate con poche perule.

Radici

L’apparato radicale del leccio è robusto, fittonante, si sviluppa già dai primi anni di vita e può penetrare per diversi metri nel terreno. Questo comporta una notevole resistenza alla siccità (la pianta va a trovare l’acqua in profondità), ma anche problemi di trapianto, che questa specie sopporta male. Come molte piante resistenti alla siccità, mal tollera l’asfissia radicale. Le radici laterali possono essere anch’esse molto robuste e spesso emettono polloni.

Le foglie

Le foglie del leccio sono semplici, a lamina coriacea a margine intero o dentato, molto variabile nella forma che va da lanceolata ad ellittica (tondeggiante in alcune sottospecie, come la rotundifolia); la base è cuneata o arrotondata. La pagina superiore è verde scuro e lucida, la inferiore grigiastra e marcatamente tomentosa. Le foglie hanno una lunghezza che varia tra 3–8 cm, e larghe 1-3,5 cm. La nervatura centrale è dritta e sono presenti 7 – 11 paia di nervature laterali.

La pubescenza sulla pagina inferiore è simile a quella della Quercus suber con tricomi che nascondono gli stomi. Questi ultimi sono rotondeggianti. Le foglie restano sulla pianta 2-3 anni. Il picciolo è breve, peloso, provvisto di stipole marroncine, lineari e presto caduche.

Sono presenti due tipi di foglie (eterofillia): quelle apicali e quelle degli esemplari giovani sono più ovali, con denti mucronati o spinescenti, con pubescenza della pagina inferiore ridotta, e qualche tricoma anche sulla pagina superiore. Le foglie delle plantule sono pelosissime, quasi bianche alla germogliazione, poi diventano glabrescenti, ma il giovane fusticino continua ad essere fittamente pubescente.

Fiori

Leccio: fiore

La pianta inizia a produrre i fiori intorno ai 10 anni d’età, unisessuali, perciò la pianta è detta monoica. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli, cilindrici e pubescenti, hanno perianzio con 6 lobi e 6-8 stami. I fiori femminili sono in spighe peduncolate composte da 6-7 fiori, ogni fiore ha perianzio esalobato e 3-4 stigmi. Gli amenti maschili sono lunghi 5–7 cm e sono portati alla base dei rami dell’anno. La fioritura avviene nella tarda primavera, da aprile a giugno, periodo di intensa attività proliferativa degli insetti impollinatori, che amano particolarmente il nettare del leccio.

I frutti del leccio

I frutti del leccio sono delle ghiande, dette lecce, portate singole o in gruppi di 2-5, su un peduncolo lungo circa 10–15 mm (eccezionalmente anche 40 mm). Le dimensioni variano da 1,5 a 3 cm di lunghezza, per 1-1,5 cm di diametro. Sono di colore castano scuro a maturazione, con striature più evidenti.

Leccio albero: ghianda

All’apice di ogni ghianda è presente un robusto mucrone. Le ghiande sono coperte per un terzo o metà della loro lunghezza da una cupola provvista di squame ben distinte, con punte libere ma non divergenti. Maturano nello stesso anno della fioritura, in autunno.

Differenza tra il leccio e la quercia

Pur appartenenti alla stessa famiglia delle Fagaceae, a cui appartiene anche il faggio, da cui prende anche il nome (Fagus), il leccio e la quercia sono due alberi differenti, infatti il primo è un albero sempreverde mentre ci sono tante specie di querce anche decidue. Comunemente vengono chiamate querce tutte le specie appartenenti alla famiglia delle Fagaceae.

Il leccio: presente tra gli alberi monumentali d’Italia

Tra i tanti alberi monumentali italiani, il leccio, con la sua maestosità e longevità non poteva non essere presente. Tra i più grandi e più longevi si annovera il cosiddetto Ilici di Carrinu (leccio di Carlino) nel territorio di Zafferana Etnea, con una fronda che raggiunge i 30 metri di diametro ed una altezza di 25 metri, la cui età è stimata intorno ai 700 anni.